Overbooking Iberia: 4 step per il rimborso facile

Hai subito un overbooking Iberia? Non sei l’unico, perché abbiamo già assistito altri 967 passeggeri italiani negli ultimi 3 anni. Anche loro avevano acquistato un regolare biglietto e si erano presentati puntuali in aeroporto, ma gli è stato negato l’imbarco dalla Iberia.

La legge europea permette questa pratica e molte compagnie aeree ne approfittano per aumentare gli incassi del 7% su ogni volo.

La Iberia è una compagnia area low-cost spagnola che rientra nell’elenco dei vettori che praticano l’overbooking. In poche parole, le compagnie aeree vendono un numero maggiore di biglietti (ad esempio 302) rispetto ai posti disponibili sull’aeromobile (ad esempio 300), sperando che qualcuno dei passeggeri non si presenti all’imbarco. Se, però, tutti i passeggeri (302 o 301) si presentano all’imbarco, per alcuni di loro verrà negato l’imbarco con l’overbooking.

Tutto questo è purtroppo legale, perché previsto nelle condizioni di contratto che automaticamente sottoscrivi quando acquisti il biglietto on line.

Ma il Regolamento (CE) 261/04, per fortuna, permette al passeggero vittima di overbooking del volo Iberia di ottenere:

  • compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro, in base alla lunghezza della tratta
  • rimborso totale del costo del biglietto, a meno che non sia stata offerta la riprotezione

Noi di TuoRisarcimento siamo specializzati ad aiutare i passeggeri a fare un reclamo per chiedere il pagamento in denaro (non con voucher o buoni sconto).

In questa pagina scoprirai quali sono i 4 step per presentare un reclamo per overbooking Iberia, in modo semplice, veloce e sicuro.

Se invece hai subito la cancellazione del volo o sei arrivato a destinazione con oltre 3 ore di ritardo, leggi l’altro mio articolo su Reclami Iberia: 3 errori da evitare e Modulo on line.

Presupposti

Prima di iniziare, però, è importante che sussistano tutti i presupposti per l’azione di rimborso in caso di overbooking Iberia:

  • aver effettuato il check-in entro il tempo limite: 24 ore prima del volo per il check in on line e 45 minuti prima del volo per il check in direttamente all’aeroporto
  • essere in possesso della carta di imbarco (stampata su carta oppure in pdf visualizzabile dal link ricevuto per e-mail o sms)
  • presentarsi per l’imbarco 20 prima del volo

Solo per alcuni voli aerei, la Iberia chiede un particolare rispetto dell’ora limite per l’imbarco, come nell’immagine sotto.

ora-limite-imbarco-Iberia

Negato imbarco Imbarco in cui NON è previsto il rimborso

La Iberia può legittimamente negare l’imbarco in alcuni casi:

  • no show, se non ti sei presentato entro l’orario limite per l’imbarco
  • motivi di sicurezza, se sei in evidente stato di ebrezza, sotto l’effetto di droghe oppure se hai usato un atteggiamento intimidatorio nei confronti del personale o di altri passeggeri

In questi casi, il passeggero non ha diritto né al rimborso del biglietto, né alla compensazione pecuniaria (da 250 a 600 euro), né all’assistenza (pasti e bevande, volo di riprotezione).

Fatte queste premesse, ecco i 4 step per ottenere il risarcimento dalla Iberia.

1# Chiedere (e pretendere) l’attestazione di overbooking Iberia

Se hai subito un negato imbarco, hai il diritto di riceve l’attestazione Iberia di overbooking. Si tratta di un documento ufficiale che contiene:

  • intestazione della Iberia
  • nome e cognome del passeggero
  • volo sul quale è stato negato l’imbarco (numero e data)
  • numero di prenotazione

Ecco un esempio dell’attestazione di overbooking rilasciata a Rita, una passeggera di Roma che abbiamo assistito con successo.

attestazione-overbooking-iberia

Con l’attestazione di overbooking, hai l’ufficialità che ti sei presentato in orario e che ti è stato negato l’imbarco. Quindi hai diritto alla compensazione pecuniaria e al rimborso delle spese sostenute in conseguenza dell’overbooking.

Noi di TuoRisarcimento abbiamo ricevuto casi in cui al passeggero non è stato consegnato questo documento. Per questo motivo, è accaduto che la compagnia aerea non voleva pagare il rimborso affermando che il passeggero non si fosse mai presentato per l’imbarco (no show). Per cui è molto importante che in aeroporto pretendi la consegna di questo documento.

Se il personale di terra della Iberia non volesse consegnarti l’attestazione, fai in modo che il loro rifiuto avvenga davanti a testimoni.

2# Conservare i documenti utili per il reclamo 

In caso di negato imbarco, la Iberia ha l’obbligo di fornirti assistenza gratuita:

  • pasti e bevande in congrua relazione al tempo di attesa
  • sistemazione in albergo se il volo di riprotezione è previsto il giorno successivo
  • trasferimento da e verso l’aeroporto se il volo di riprotezione è previsto dopo almeno 6-8 ore oppure il giorno successivo
  • volo alternativo per raggiungere la destinazione finale

Se questa assistenza non ti è stata fornita, allora puoi chiedere il rimborso di quanto hai speso. Ecco perché è importante che conservi gli scontrini e le fatture (di ristoranti, hotel, taxi, voli aerei alternativi).

Quasi sempre, il volo alternativo è offerto gratuitamente. Ma non sempre l’alternativa proposta da Iberia è utile (pensa a un volo aereo offerto dopo 2 giorni o in tarda notte). In questo caso, puoi acquistare il volo da un’altra compagnia aerea e poi chiedere il rimborso alla Iberia.

Nel 2019, per esempio, abbiamo aiutato Matteo e la sua fidanzata a ottenere un rimborso di 557 euro. La Iberia aveva negato a loro l’imbarco per un volo da Malpensa e ha offerto il volo di riprotezione la sera. Quindi hanno ricevuto il pagamento della compensazione pecuniaria (250 euro x 2= 500 euro) e il rimborso del pranzo (57 euro).

Mentre a Ludovica, una passeggera di Bologna, la Iberia ha negato l’imbarco e poi non ha offerto la riprotezione. Ludovica è stata costretta ad acquistare un volo Lufthansa al costo esorbitante di 467 euro (perché acquistato direttamente in aeroporto senza anticipo). Con la nostra assistenza ha ottenuto il risarcimento di 717 euro (250 euro di compensazione + 467 euro di rimborso biglietto volo alternativo).

Il reclamo per un negato imbarco Iberia va presentato allegando tutti i documenti che dimostrano la spesa sostenuta. Ecco perché è importante conservare le copie (vanno bene anche foto e scansioni).

3# Formalizzare la richiesta di risarcimento

Hai 24 mesi di tempo per chiedere alla Iberia il risarcimento per l’overbooking subito. Il consiglio, ovviamente, è agire il più presto possibile, perché:

  • il vettore aereo può andare incontro a un fallimento
  • i reclami iniziali sono evasi in minore tempo
  • la procedura non è immediata e bisogna mettere in conto che la Iberia è solita contestare le richieste

La prassi di molti anni fa era quella di inviare al vettore una raccomandata internazionale A/R, il cui costo varia dai 7,10 euro ai 9,50 euro. La lettera dovrebbe essere inviata in lingua inglese (o preferibilmente in spagnolo) a questo indirizzo:

IBERIA LAE SA Operadora Unipersonal

cale Martínez Villergas, 49

28027 Madrid (España)

Si sconsiglia l’invio del reclamo per overbooking mediante i social network del vettore (come Twitter e Facebook), perché non hanno valore legale. Inoltre, il reclamo interrompe i termini di prescrizione di 2 anni solo se è inviato a mezzo lettera raccomandata o pec alla Iberia.

La prassi dei vettori aerei è quella di richiedere l’invio di una seconda lettera contenente gli originali dei documenti (biglietto aereo, spese, biglietto volo riprotezione, attestazione overbooking). Ma non bisogna mai inviare questi documenti, perché potrebbero andare smarriti oppure potrebbero non essere restituiti dal vettore una volta negato il risarcimento.

Come fare reclamo in modo telematico e veloce

reclamo-online-overbooking-iberia

Puoi evitare di spedire lettere raccomandate in Spagna e occuparti di tutte le faccende burocratiche, con il nostro aiuto.

La procedura da seguire con TuoRisarcimento è semplice e può essere gestita in modo interamente telematico:

  1. Inserisci i dati del volo aereo Iberia in overbooking nella nostra pagina VERIFICA VOLO GRATIS
  2. Verifica se hai diritto a ricevere 250 euro (voli fino a 1500 km), 400 euro (voli da 1501 km a 3500 km) o 600 € (voli da 3501 km)
  3. Invia i documenti necessari per avviare il reclamo on line (biglietto aereo Iberia, attestazione overbooking, eventuali spese sostenute)

Con la nostra procedura, il reclamo verrà inoltrato alla Iberia con P.E.C. (posta elettronica certificata). I vantaggi di questo tipo di reclamo sono più di uno:

  • diffida di pagamento alla Iberia inviata dal nostro Studio Legale Piemonte
  • assistenza gratuita da parte di un avvocato specializzato fino alla conclusione della procedura (senza limiti di tempo)
  • nessun anticipo di costi (perché tratteniamo una percentuale del 25% solo in caso di esito positivo)
  • nessun rischio (anche se il reclamo non venisse accolto); ma è evidente che se hai l’attestazione overbooking Iberia il tasso di successo è del 100%

#4 Ricezione del pagamento per Overbooking Iberia

ricezione-rimborso

L’ultimo step è la nostra missione, perché vinciamo insieme.

Non abbiamo tempo da farti perdere, perché ci occuperemo noi di tutta la burocrazia con la compagnia aerea. Ti ricontatteremo solo al termine della procedura, per chiederti dove mandarti i soldi:

  • IBAN del conto corrente bancario
  • carta di credito (solitamente quella usata per l’acquisto dei biglietti)

A te la scelta! Negli ultimi 5 anni, siamo stati la società a presentare il maggior numero di reclami alla Iberia per overbooking subiti da passeggeri italiani. Il nostro tasso di successo è stato:

  • 85% per i passeggeri che NON possedevano l’attestazione di overbooking
  • 100% per i passeggeri che possedevano l’attestazione di overbooking Iberia

Alcuni passeggeri hanno l’orgoglio di voler fare da sé, ma si scontrano con la dura realtà delle compagnie aeree low cost. La loro politica è il risparmio di spesa, quindi sono famose per mettere il bastone tra le ruote a ogni richiesta di pagamento. Ovviamente è diverso se a scrivere è un avvocato che minaccia un’azione legale in caso di mancato pagamento.

La cosa meravigliosa è che noi siamo felici di poterti offrire questa assistenza legale in modo gratuito e senza costi nascosti.

Come detto, per ricevere il nostro aiuto vai alla pagina VERIFICA VOLO GRATIS.

Volo cancellato per coronavirus. Rimborso possibile?

Volo cancellato per coronavirus e rimborso

A causa del coronavirus (Covid-19) sono stati cancellati da marzo 2020 il 93% dei voli aerei del pianeta.

Come migliaia di passeggeri che ci contattano, ti starai chiedendo:

  • Devo accettare il voucher? Cioè un buono omaggio dello stesso valore del biglietto
  • Ho diritto al rimborso del biglietto per il volo cancellato per coronavirus?
  • Se sì, posso chiedere anche un risarcimento danni?

Fino al 30 aprile 2020, in questo articolo parlavamo della possibilità del passeggero di:

  • scegliere TRA rimborso totale del biglietto entro 7 giorni OPPURE volo alternativo
  • ricevere ANCHE la compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro per volo cancellato senza preavviso di 14 giorni, prevista dal Regolamento CE n. 261/2004
  • chiedere EVENTUALMENTE risarcimento danni fino a 6.100 euro circa, previsto dalla Convenzione di Montreal

Dal 30 aprile 2020, invece, è entrato il vigore l’art. 88-bis della legge n. 27 del 24 aprile 2020 che ha totalmente cambiato le regole sui rimborsi dei voli aerei cancellati per coronavirus. Una legge che calpesta i diritti dei passeggeri aerei italiani!

La nuova legge prevede che:

  • Il vettore aereo può dare al passeggero un voucher al posto del rimborso
  • Il passeggero non può far nulla per pretendere il rimborso, ma deve accettare un voucher da poter usare entro 1 anno
  • La regola si applica a tutti i voli aerei cancellati dall’11 marzo 2020 al 30 settembre 2020

Questo significa che il governo italiano, contrariamente a quanto previsto da sempre dall’Unione europea, obbliga ad accettare i voucher al posto del rimborso in denaro entro 7 giorni.

Ma la Commissione europea ha inviato al governo italiano una lettera per chiedere di cambiare la legge e garantire al passeggero la possibilità di scegliere il rimborso in denaro. Il governo italiano dovrebbe rispondere entro il 28 maggio 2020, altrimenti rischierebbe un procedimento di infrazione da parte dell’Unione europea, per il mancato rispetto della legge europea.

Sono un avvocato specializzato in diritto della navigazione aerea, fondatore di TuoRisarcimento, e in questo articolo troverai le precedenti regole in attesa di novità sulla modifica della legge. Infatti, se le regole italiane ritorneranno come prima, il contenuto di questo articolo sarà di nuovo valido. In ogni caso, stiamo raccogliendo i reclami dei passeggeri che vogliono comunque il rimborso, per avviare delle azioni per il rimborso.

Salva la pagina tra i preferiti, perché sarà costantemente aggiornata.

Ecco tutte le casistiche analizzate singolarmente.

Rinuncia volontaria del passeggero al volo

Se rinunci al volo per tua libera scelta hai diritto al rimborso ma bisogna mettere a confronto:

  • data del volo aereo
  • provvedimento governativo in vigore alla data del volo

Volo cancellato per necessità dovuta al coronavirus

Volo previsto tra 8 e 9 marzo 2020

Dall’8 al 9 marzo, solo la Lombardia e 14 provincie del nord sono state dichiarate dal Governo “zona rossa” (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Novara, Asti e Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli).

Per i voli aerei previsti tra l’8 e il 9 marzo, solo se sei residente o domiciliato nella suddetta “zona rossa” hai diritto a ottenere:

  • il rimborso totale del biglietto qualora rinuncerai volontariamente al volo
  • oppure un voucher di pari importo del biglietto da poter utilizzare entro un anno

Inoltre, sempre per i voli dall’8 al 9 marzo, hai diritto al rimborso o al vouncher se:

  • sei stato posto in quarantena o comunque a limitazioni per gli spostamenti
  • hai contratto il “coronavirus”
  • il concorso, l’evento o la manifestazione alla quale dovevi partecipare è stato annullato dall’Autorità con un provvedimento ufficiale
  • lo Stato estero, dove eri diretto con il volo, ha vietato lo sbarco con un provvedimento ufficiale (nel paragrafo successivo puoi leggere quali)

Per chiedere il rimborso, devi dimostrare documentalmente il motivo.

Volo previsto dal 10 marzo al 3 maggio 2020

Il Governo con un iniziale provvedimento storico aveva esteso la “zona rossa” in tutta Italia dal 10 marzo al 3 aprile (D.P.C.M. n. 6 del 9 marzo 2020).

Successivamente, vi sono state diverse proroghe che hanno estero la durata della zona rossa:

Se vuoi rinunciare al volo, devi comunicarlo alla compagnia aerea entro 30 giorni dalla data del volo o dalla dichiarazione di zona rossa (8 marzo per Lombardia e 10 marzo per tutta Italia). Il rimborso deve avvenire entro 15 giorni dalla comunicazione.

Il Decreto del governo crea confusione, perché sembrerebbe prevedere che al vettore possa spettare la scelta tra:

  • rimborsare totalmente il biglietto
  • oppure emettere un voucher di pari importo del biglietto da poter utilizzare entro un anno

In realtà, il vettore DEVE offrire al passeggero la SCELTA tra:

  • rimborso totale del biglietto
  • volo sostitutivo appena possibile
  • voucher di pari importo da poter utilizzare entro un anno

Questa facoltà di scegliere affidata al passeggero è proprio prevista dall’art. 8 del Regolamento CE n. 261/2004. Infatti il Regolamento CE, nella gerarchia delle fonti, si trova al di sopra del provvedimento governativo.

Anche la Commissione europea conferma questa nostra tesi.

Per esempio, Ryanair lascia al passeggero la scelta tra rimborso e cambio volo, mentre Alitalia e moltissimi altri vettori si riservano il diritto di scegliere loro tra un voucher o il cambio prenotazione. Ci hanno infatti contattati tantissimi passeggeri che stanno subendo la scelta imposta dal vettore e stanno chiedendo il nostro aiuto per ottenere il rimborso o un altro volo.

Se la compagnia aerea non dovesse offrire a te questa SCELTA tra rimborso, volo sostitutivo e voucher, allora CONTATTACI.

Volo successivo al 3 maggio

Annullamento volo del passeggero per coronavirus

L’Italia è dichiarata zona rossa fino al 3 maggio 2020. Cosa succede quindi se hai un volo prenotato dal 4 maggio e non vuoi comunque partire?

In sostanza:

  • il volo aereo partirà regolarmente dopo il 3 maggio
  • ma hai deciso di rinunciare al volo per tua libera scelta (per precauzione o cautela)

In questo caso, non hai diritto al rimborso totale del biglietto, ma solamente parziale. Infatti potrai chiedere solo il rimborso della tassa governativa aeroportuale (in genere, il 30% del costo del biglietto).

Clicca sul nome delle principali compagnie aeree sotto indicate per contattarle direttamente e chiedere il rimborso biglietto per coronavirus:

Ryanair, easyJet, Vueling, Volotea, Iberia, Lufthansa, Alitalia, Austrian Airlines, Air France.

Oppure scrivi su google “[nome compagnia aerea] contatti”.

Per chiedere il rimborso della tassa governativa aeroportuale è necessario scrivere in chat o inviare all’indirizzo mail della compagnia aerea la richiesta di rimborso biglietto. Bisogna solo indicare il numero della prenotazione, la modalità di rimborso (di solito nella stessa carta di credito utilizzata per l’acquisto) e allegare il biglietto se richiesto. Non è necessario dare una giustificazione di cancellazione del volo per covid-19.

Non contattarci se hai deciso tu di annullare il volo, perché non ci occupiamo di questi casi. Come detto, potrai farlo direttamente tu sul sito della compagnia aerea.

Per tutti gli altri casi descritti in questo articolo, invece, possiamo intervenire noi.

Volo cancellato per coronavirus dalla compagnia aerea

Casi di rimborso volo cancellato per coronavirus

Dal 10 marzo al 3 maggio 2020, tutta Italia è dichiarata “zona rossa, ma puoi decidere di volare. All’aeroporto bisogna però giustificare lo spostamento per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Inoltre, bisogna consegnare una autodichiarazione scritta per lo spostamento che puoi stampare CLICCANDO QUI (PDF).

Ma se è la compagnia aerea a decidere di cancellare il volo, bisogna stare attenti. Perché il passeggero può avere distinte tutele. In particolare bisogna stare attenti a tutelare bene i propri diritti perché molti passeggeri italiani ci hanno informato che alcune compagnie aeree rimborsano solo il biglietto, ma nascondono che dovrebbero anche pagare la compensazione.

Raccontaci il tuo caso e potremmo anche chiedere un risarcimento fino a 6.100 euro circa.

LEGGI ANCHE: Italiani bloccati all’estero per coronarivur

#1 Preavviso di cancellazione volo per coronavirus superiore a 2 settimane

Se la compagnia aerea ti comunica la cancellazione del volo con un preavviso superiore a 2 settimane, hai diritto a scegliere tra:

  • rimborso totale del biglietto
  • o volo sostitutivo

ATTENZIONE Anche in questo caso, la scelta tra il rimborso o il cambio volo spetta al passeggero, perché il volo è cancellato su iniziativa del vettore.

#2 Preavviso di cancellazione volo inferiore a 2 settimane

Se invece la compagnia aerea ti comunica la cancellazione del volo con un preavviso inferiore a 2 settimane, la situazione è più vantaggiosa per il passeggero.

In questo caso, hai diritto a:

  • rimborso totale del biglietto o volo sostitutivo gratuito
  • + compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro prevista per i casi di volo cancellato.

Infatti il coronavirus non sarà una circostanza eccezionale per la compagnia aerea che avrà l’obbligo di rimborsare il passeggero.

Le compagnie aeree, infatti, stanno cancellando i voli aerei perché si verificano molti casi di no show e perché c’è una significativa diminuzione della vendita di biglietti. Non è quindi conveniente far partire un volo aereo con pochi passeggeri, per cui si decide di annullare il volo. Ma se la scelta è dovuta a queste ragioni commerciali ed economiche del vettore, è obbligato a pagare la compensazione pecuniaria prevista dal dall’Unione europea.

Ti possiamo aiutare noi a chiedere gratuitamente la compensazione e a valutare il tuo singolo caso, basta inserire i dati del tuo volo nella nostra pagina VERIFICA VOLO GRATIS.

La compensazione pecuniaria non è dovuta solo se il volo è cancellato perché il paese estero vieta voli provenienti dall’Italia.

#3 Volo cancellato perché è lo Stato a vietarli

Il volo aereo può essere cancellato oppure un aeroporto può essere chiuso per coronavirus solo dal governo di uno Stato. In questi casi, la compagnia aerea non ha nessuna colpa e quindi non è obbligata a pagare la compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro.

In ogni caso, hai diritto a scegliere tra:

  • rimborso totale del biglietto
  • o volo sostitutivo gratuito

ATTENZIONE Anche in questo caso, la scelta tra il rimborso o il cambio volo spetta al passeggero (in base all’art. 8 del Regolamento CE 261/2004). Ma considerata la situazione di emergenza e il virus ancora in diffusione, può essere considerato lecito il comportamento del vettore che rimborsi direttamente il biglietto senza offrire la possibilità di scegliere il volo alternativo.

Quali Stati esteri vietano voli provenienti dall’Italia?

Puoi verificare per ogni singolo stato sul sito Viaggiare sicuri (nella sezione CERCA PAESE).

Maggiori informazioni si trovano anche sul sito IATA (International Air Transport Association).

PER ESEMPIO se il volo diretto in Spagna è cancellato il 9 marzo, hai diritto a rimborso del costo del biglietto e alla compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro. Mentre se il volo diretto per la Spagna è cancellato tra il 10 e il 25 marzo, hai diritto solo al rimborso del costo del biglietto, perché la cancellazione è stata imposta dal Governo spagnolo.

ATTENZIONE: Alcuni Stati hanno vietato solo i voli “in arrivo” dall’Italia, ma non hanno vietato i voli “verso” l’Italia (per esempio la Spagna vieta i voli provenienti dall’Italia). Per cui il volo “verso” l’Italia, non vietato dal Governo dello Stato di partenza, è risarcibile! Ovviamente, le compagnie aeree cancellano anche il volo “verso” l’Italia perché non gli conviene far ritornare l’aereo vuoto.

Se il tuo volo Vueling, Iberia o Volotea è stato cancellato a causa del cornonavirus, lascia valutare a noi se hai diritto a ottenere un risarcimento oltre al rimborso del biglietto. Più sotto scoprirai come.

Quali Regioni italiane vietano voli interni?

Il governo italiano ha anche preso dei provvedimenti per limitare gli spostamenti in Italia. Si tratta di un’altra ipotesi in cui la compagnia aerea non ha nessuna colpa della cancellazione del volo perché imposta dal governo. Al passeggero, dunque, spetta solo il rimborso del biglietto e non la compensazione pecuniaria.

In particolare, ecco le restrizioni nel trasporto aereo italiano:

  • Regione Sicilia: tutti i voli aerei da e per la Sicilia sono cancellati, ad eccezione di 2 voli aerei A/R Palermo-Roma e 2 voli aerei A/R Catania-Roma, di cui uno mattutino e uno pomeridiano. Il provvedimento sarà in vigore dal 16 marzo al 25 marzo 2020 (Decreto Ministeriale n. 118 del 16 marzo 2020).

#4 Risarcimento danni fino a 6.126,50 euro per volo cancellato per covid-19

Risarcimento danni ulteriori per cancellazione volo per coronavirus
Risarcimento danni ulteriori per cancellazione volo per coronavirus

Hai diritto a un risarcimento danni ulteriore se:

  • il volo è cancellato dalla compagnia aerea senza un preavviso di 2 settimane (e per i voli all’estero, lo Stato di destinazione non vietava l’ingresso)
  • a causa della cancellazione del volo aereo hai avuto un ulteriore danno documentabile (ad esempio spesa per volo in coincidenza perso, prenotazione hotel, noleggio auto, escursioni, ecc.)

In questi casi, il passeggero sarà protetto dal diritto europeo per la compensazione pecuniaria (Reg. CE 261) ma anche dal diritto internazionale per il risarcimento danni (Convenzione di Montreal).

Il tetto massimo del risarcimento danni è di 6.126,50 euro, che corrispondono a 1.000 diritti speciali di prelievo previsti dalla Convenzione di Montreal convertiti in euro (ad oggi marzo 2020). Questo risarcimento, dunque, può aggiungersi alla compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro in base alla lunghezza della tratta.

Ti possiamo aiutare noi a chiedere gratuitamente la compensazione o il risarcimento, nonché a valutare il tuo singolo caso.

Basta inserire i dati del tuo volo nella nostra pagina VERIFICA VOLO GRATIS e saremo contenti di poterti aiutare.

In Italia aeroporti chiusi o aperti?

La situazione degli aeroporti in Italia è in costante aggiornamento. Ecco perché i voli interni in Italia oppure quelli da/per l’Italia che vengono cancellati vanno valutati in base alla data della cancellazione.

Come già detto, su internet si leggono informazioni incomplete e a volte errate sui voli cancellati per Covid-19. Spesso si parla solo di possibilità di rimborso del biglietto, senza considerare che è possibile ottenere anche una compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro.

Fino ad oggi, solo alcuni Governi esteri hanno vietato i voli da e per l’Italia (ad. es. Spagna, Romania, ecc., in base all’elenco fornito nel paragrafo sopra). In questo caso, la compagnia aerea non ha colpa della cancellazione di un volo, perché imposta dal Governo estero. Di conseguenza, il passeggero ha solamente diritto a scegliere tra il rimborso del biglietto e un volo sostitutivo con partenza successiva al divieto del Governo.

Ma in Italia la situazione è diversa e va valutata in base al singolo aeroporto e alla data del volo.

Voli interni e voli da/per l’Italia fino al 12 marzo 2020

Il Governo italiano ha emanato diversi decreti per contrastare l’avanzata del coronavirus, con misure stringenti e storiche per l’Italia.

Però, non ha vietato gli spostamenti ma li ha solo regolamentati e razionalizzati.

Questo significa che in Italia non è vietato volare e tutti gli aeroporti non sono stati chiusi fino al 12 marzo 2020. Mentre per i voli dal 13 marzo ne parlerò più sotto.

Il provvedimento italiano del Presidente del Consiglio Conte, infatti, prevede di:

“evitare ogni spostamento di persone fisiche”, a meno che non vi siano comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

D.P.C.M. 9 marzo 2020 che estende a tutta Italia le misure dell’art. 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020

Anche sul sito del Governo, il cosiddetto Decreto #IoRestoaCasa è così interpretato:

Decisione governo - Aeroporti aperti in Italia
Decisione governo – Aeroporti aperti in Italia

Se il Governo avesse voluto chiudere gli aeroporti lo avrebbe previsto espressamente (per esempio ha stabilito che “sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici”).

Anche l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) conferma che in Italia gli aeroporti sono aperti ed è possibile volare:

ENAC conferma aeroporti aperti in Italia

Con un successivo provvedimento dell’11 marzo, il Governo ha adottato misure ancora più stringenti (D.P.C.M. 11 marzo 2020), fino a chiudere tutte le attività commerciali (es. bar, pub, ristoranti).

Ma, ancora una volta, non ha chiuso gli aeroporti!

Ecco cosa ha previsto il Governo:

[…] può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi […] di trasporto […] aereo […], sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali

Per cui fino al 12 marzo 2020 non sono stati emanati decreti per chiusura di aeroporti in Italia.

Che gli aeroporti siano ancora aperti per tutti i voli aerei fino al 12 marzo, è confermato dallo stesso Decreto, nella parte in cui conferma che:

Restano, altresì, aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti […] all’interno delle stazioni  […] aeroportuali […] garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro

Il Decreto del 22 marzo 2020 sui Trasporti aerei

Trasporto aereo consentito in Italia

Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, il governo Conte ha dato una ulteriore stretta a causa della pandemia da Covid-19. Infatti ha chiuso quasi tutte le attività, ad eccezione di quelle essenziali.

I limiti sono solo per il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza che era stata prevista nel precedente decreto. Ma anche con questo decreto, il trasporto aereo non è stato vietato. In ogni caso, il vettore non può sindacare sui motivi dello spostamento del passeggero, perché tali controlli spettano solo alla Pubblica Autorità.

Infatti, tra le attività consentite nell’allegato del decreto vi è anche il “Trasporto aereo”.

Risulta sempre possibile spostarsi, sempre per le ragioni lavorative, di necessità o di salute.

Voli interni e voli da e per l’Italia dal 13 al 25 marzo 2020

Solo con decreto ministeriale n. 112 del 12 marzo 2020, il Ministro dei Trasporti De Micheli aveva deciso la chiusura di tutti gli aeroporti italiani dal 13 al 25 marzo AD ECCEZIONE dei seguenti aeroporti, che quindi sono rimasti aperti:

  • Ancona
  • Bari
  • Bologna
  • Cagliari
  • Catania
  • Genova
  • Lamezia Terme
  • Lampedusa
  • Milano Malpensa
  • Napoli Capodichino
  • Palermo
  • Pantelleria
  • Pescara
  • Pisa
  • Roma Fiumicino
  • Torino
  • Venezia Tessera (o Marco Polo)

Quindi, tra gli aeroporti più importati rimasti chiusi ai passeggeri civili vi erano: Linate, Ciampino, Bergamo-Orio Al Serio, Trapani, Comiso.

Se gli aeroporti erano aperti, perché i voli sono stati comunque cancellati per coronavirus?

Come detto, fino al 12 marzo 2020 tutti gli aeroporti italiani erano aperti e dal 12 al 25 marzo solo alcuni aeroporti sono stati chiusi con un provvedimento governativo.

Sia il Governo sia l’ENAC confermano che gli aeroporti erano aperti ed era possibile lo spostamento. Si poteva dunque volare per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre era consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Per spostarsi, era necessario presentare alle partenze e all’arrivo l’autodichiarazione con lo scopo del viaggio.

La decisione delle compagnie aere di cancellare i voli aerei, quindi, è stata una decisione commerciale ed economica della medesima compagnia. Infatti molti passeggeri rinunciavano a volare e con il decreto del governo era possibile chiedere il rimborso totale del biglietto. Di conseguenza, per la compagnia aerea non era conveniente decollare con solo il 20% circa di passeggeri paganti. Non riusciva neanche a pagarsi il carburante… Ricordiamo infatti che in una situazione ordinaria il biglietto non sarebbe stato interamente rimborsabile per i passeggeri che scelgono volontariamente di non volare. Mentre in questa situazione di emergenza, il passeggero ha diritto al rimborso totale.

Per cui, la compagnia aerea è pur libera di decidere di cancellare il volo perché antieconomico, ma deve pagare la compensazione pecuniaria se non dà al passeggero un preavviso di 2 settimane della cancellazione per coronavirus.

Perché se l’aeroporto era aperto il volo non doveva essere cancellato?

Come detto, se l’aeroporto italiano non era stato chiuso dal governo italiano oppure se il volo esterno all’Italia non era stato vietato da un governo estero, la compagnia aerea non doveva cancellare il volo. Per cui il passeggero ha diritto al rimborso del biglietto oltre alla compensazione pecuniaria fino a 600 euro.

Ciò è confermato dal provvedimento del Ministro dei Trasporti del 12 marzo, che, lasciando aperti gli aeroporti più importanti, vuole che vi sia:

necessità di garantire i collegamenti insulari, l’operatività dei servizi [negli] aeroporti

Gli aeroporti più importanti rimasti aperti sono stati scelti in base a questi criteri valutativi:

collocazione geografica dell’aeroporto, in grado di servire un bacino di utenza in modo uniforme sul territorio

Ministro trasporti De Micheli chiude alcuni aeroporti in Italia, ma non tutti
Ministro trasporti De Micheli chiude alcuni aeroporti in Italia, ma non tutti

ENAC conferma che il volo non può essere cancellato

L’Ente Nazionale per l’Aviazione civile (ENAC) conferma la tesi di TuoRisarcimento per cui i passeggeri che hanno acquistato un volo aereo in partenza da un aeroporto rimasto aperto o per uno Stato estero che non vieta i voli dall’Italia, hanno il diritto di volare.

Ecco in particolare cosa dice l’ENAC:

Il Ministro dei Trasporti “ha disposto la chiusura temporanea di alcuni aeroporti al fine di razionalizzare il trasporto aereo nelle prossime settimane, pur garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini

Comunicato stampa n. 17 del 12 marzo 2020

Devono garantire l’operatività aeroportuale senza limitazioni le società di gestione degli aeroporti inclusi nell’art. 2 comma 1 del decreto: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera Tessera

Comunicato stampa n. 18 del 13 marzo 2020

Cosa significa che alcuni aerei volano vuoti?

Non è una bufala: alcuni voli aerei, con il coronavirus in corso, volano solo con il personale di bordo. Il motivo? Ovviamente non è per evitare il contagio… Ma un altro.

Se alcuni vettori non rispettano i voli in certe fasce orarie o un numero minimo di operazioni di trasporto, rischiano di perdere lo “slot” in aeroporto. Cioè perderebbero il diritto ad alcune allocazioni negli aeroporti e quindi il diritto di poter utilizzare in futuro l’aeroporto per le operazioni di volo. Di certo partire senza passeggeri è una perdita economica, ma garantisce al vettore di conservare la concessione aeroportuale. L’interesse delle compagnie aeree, come hai letto in questo articolo, è sempre economico.

Questo dato, conferma che i voli vengono cancellati o partono vuoti per decisione commerciale del vettore.

Quindi il coronavirus non è circostanza eccezionale?

Non sempre.

Sola 3 ipotesi potrebbero rappresentare una circostanza eccezionale per il vettore (che quindi non sarebbe obbligato a pagare la compensazione pecuniaria):

  1. governo estero vieta i voli con l’Italia
  2. governo italiano ha chiuso l’aeroporto italiano
  3. il volo aereo parte regolarmente ma è negato l’imbarco solo ad alcuni passeggeri per garantire le distanze minime di sicurezza tra i posti a sedere. Non si tratta quindi di overbooking in senso tecnico, ma vero e proprio negato imbarco per motivi di sicurezza solo di una parte dei passeggeri a cui già erano stati venduti i biglietti. Fino ad oggi, però, noi di TuoRisarcimento non abbiamo ricevuto neanche una comunicazione di questo tipo, ma solo cancellazioni del volo decise dai vettori per i loro interessi commerciali… Ma con il D.P.C.M. del 10 aprile 2020, i vettori sono obbligati a garantire le distanze minime tra i passeggeri, per cui se il volo è stato acquistato dopo tale data e viene negato l’imbarco, si può chiedere il risarcimento danni

Cosa cambia nei voli ai tempi del coronavirus?

Il D.P.C.M. del 10 aprile 2020 ha previsto importanti cambiamenti per i voli aerei ai tempi del coronavirus. Ecco quali:

  • al momento dell’imbarco deve essere consegnata la dichiarazione sostitutiva contenente i motivi del viaggio, numero di telefono, l’indirizzo dell’abitazione o dimora dove sarà svolto l’isolamento fiduciario e il mezzo di trasporto per raggiungerla
  • prima dell’imbarco è misurata la temperatura corporea

Il vettore può dunque negare l’imbarco se:

  • la dichiarazione è incompleta o non resa
  • si manifesta uno stato febbrile

Inoltre, il vettore aereo deve garantire, tra i posti a sedere, una distanza di almeno un metro tra un passeggero e l’altro all’interno dell’aeromobile.

Voli aerei nella Fase 2, dal 4 maggio 2020

Anche il D.P.C.M. del 26 aprile 2020 che, per gli spostamenti aerei, entrerà in vigore il 4 maggio 2020, conferma quanto detto nel paragrafo sopra.

Il negato imbarco per garantire la distanza tra i posti a sedere

Per i voli aerei venduti prima del 10 aprile, se l’imbarco è negato per garantire la distanza interpersonale all’interno dell’aereo, si ha circostanza eccezionale. Spetta comunque il rimborso del biglietto. Ovviamente il passeggero deve essere avvisato in anticipo, per non recarsi invano in aeroporto.

Mentre per i voli acquistati dopo il 10 aprile, si ha diritto al rimborso e alla compensazione, perché il vettore avrebbe potuto evitare di vendere biglietti per cui non ci sono posti disponibili nella dovuta distanza.

Esempi pratici di chi ci ha contatto

Domande frequenti su voli e coronavirus
Domande frequenti su voli e coronavirus

“Ciao il mio volo Vueling Milano-Monaco del 12 marzo comprato 75 euro è stato cancellato il 10 marzo, cosa fare per essere rimborsata?”

Martina

Cara Martina puoi chiedere il rimborso del costo del biglietto di 75 euro e la compensazione pecuniaria di 250 euro, perché il preavviso del vettore è stato tardivo.

 

“Oggi 10 marzo il volo Wizz Air del 20 aprile acquistato a 68 euro è stato cancellato (mi hanno inviato una mail). Posso chiedere il rimborso o risarcimento?

Gabriel

Caro Gabriel, puoi chiedere solo il rimborso del biglietto di 68 euro.  Ma non puoi chiedere la compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro, perché hai ricevuto un preavviso superiore a 2 settimane.

 

volo Iberia Fiumicino a Madrid del 15 marzo cancellato. Grazie per l’aiuto”

Manuel

Caro Manuel, puoi chiedere solo il rimborso del biglietto e non la compensazione pecuniaria, perché dal 10 marzo il governo spagnolo ha vietato i voli da e per l’Italia. Lo stesso vale anche per i voli Volotea cancellati per coronavirus.

Conclusioni

Come detto, abbiamo lasciato il contenuto di questo articolo con le vecchie regole europee, che il 30 aprile 2020 sono state modificare dalla legge italiana.

Secondo la nuova legge italiana (art. 88-bis):

  • il vettore aereo può dare un voucher di pari importo al costo del biglietto da poter usare entro 1 anno
  • il passeggero non può chiedere il rimborso

La Commissione europea, però, ha chiesto all’Italia di modificare questa legge e noi siamo in attesa di nuovi sviluppi. Ecco perché abbiamo lasciato il contenuto di questo articolo come prima.

Non condividiamo la nuova legge italiana perché calpesta i diritti dei passeggeri che rischiano di avere in mano un voucher inutile se:

  • il vettore fallisce
  • i prezzi aumenteranno in futuro per la stessa tratta
  • il passeggero non è più interessato a volare entro 1 anno con quella stessa compagnia aerea

Puoi approfondire di più sullo scandalo dei voucher in questo nostro articolo: Voucher o rimborso: la legge italiana contro il Reg. CE 261

Se quindi sei interessato a chiedere il voucher, puoi rivolgerti direttamente alla compagnia aerea. Ti preghiamo quindi di NON contattare noi di TuoRisarcimento se vuoi chiedere il voucher.

Se, invece, vuoi il rimborso in denaro, noi stiamo comunque raccogliendo i reclami di tutti i passeggeri italiani interessati. Con il nostro staff legale esperto di in diritto della navigazione aerea stiamo valutando tutte le possibili azioni giudiziarie per chiedere il rimborso in denaro del biglietto.

Come chiedere rimborso, compensazione o risarcimento danni

Assistenza per rimborso volo da covid-19

Sappiamo che tutto quello che hai letto in questo articolo è complicato, perché quasi ogni giorno vengono emanati nuovi decreti legge dal Governo. Inoltre l’emergenza “coronavirus” ha stravolto le operazioni di volo di molti vettori aerei e dei singoli Stati che decidono di vietare i voli da e per l’Italia.

Il vantaggio di ricevere la nostra assistenza è che non dovrai conoscere tutte le novità normative e altri aspetti burocratici.

Possiamo aiutarti noi di TuoRisarcimento a valutare il tuo volo e offrirti questi vantaggi:

  • valutazione del singolo caso
  • confronto della data del volo con i provvedimenti governativi in vigore in quella medesima data
  • esame di eventuale documentazione fornita dal passeggero per dimostrare spese, necessità di viaggio, ecc.
  • valutazione della possibilità di richiedere un risarcimento ulteriore fino a 6.000 euro
  • reclamo presentato per conto del passeggero da un avvocato italiano convenzionato con TuoRisarcimento che agirà gratuitamente
  • difesa del passeggero qualora il vettore fornirà giustificazioni senza fondamento o pretestuose

Inserisci i dati del tuo volo aereo direttamente on line nella nostra pagina di VERIFICA VOLO GRATIS. Saremo contenti di poterti aiutare in modo gratuito, perché stiamo dalla parte del passeggero, soprattutto in questo momento difficile del Paese.

10 Nuove Regole sui Voli aerei Dopo il Coronavirus

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Come saranno i voli aerei dopo il coronavirus? Questa è la domanda che molti si pongono sin dai primi mesi del 2020. E gli amministratori delegati delle compagnie aeree non riescono a dormire la notte ripensando proprio a questa domanda.

Nell’aprile 2020, il numero di voli aerei cancellati a causa del coronavirus è stato incredibile, fino al 99,2%. Per alcuni si trattava di rinunciare a un viaggio per piacere o per lavoro, mentre per altri è stata una tragedia. Addirittura, migliaia di italiani sono rimasti bloccati all’estero per voli cancellati a causa del coronavirus.

Il cambiamento delle regole del volo aereo dovuto al coronavirus (covid-19) è difficile da prevedere con certezza:

  • normative nazionali differenti per ogni Stato
  • pandemia ancora in corso
  • assenza di un vaccino
  • domanda dei viaggiatori/consumatori incerta e timorosa

Cerchiamo però di prevedere come potrebbe essere volare in futuro.

Queste nuove regole, infatti, hanno già cambiato i voli aerei delle nostre vacanze estive e invernali 2020. Per non parlare dei voli aerei del 2021, che sono totalmente rivoluzionati dalle normative emanate.

1 – Protezione dal contagio come dal terrorismo

I voli aerei successivi all’11 settembre 2001 hanno messo al primo posto la regola della sicurezza. Per la prima volta è stato introdotto il divieto di ingresso di liquidi a bordo (quali possibili esplosivi).

Ora, il coronavirus ha messo al secondo posto (o forse al primo) la regola della protezione dal contagio a bordo dell’aereo o in aeroporto.

2. Check-in online obbligatorio

In precedenza, il check-in online era obbligatorio solo per i voli low cost, in modo da permettere ai vettori aerei di ridurre il personale di terra all’imbarco. Mentre per le compagnie aeree più grandi o di bandiera, il check-in poteva essere fatto direttamente in aeroporto, mostrando solo il documento di identità.

Dal 2020 il check-in online sarà la regola e verranno applicati supplementi aeroportuali per scoraggiare i passeggeri in ritardo.

3- Termoscanner

Fino al 2020 era diventata consuetudine passare ai controlli di sicurezza attraverso il metal detector, per impedire l’ingresso di oggetti ad uso terroristico o violento (come armi, esplosivi, ecc.).

Mentre per i voli aerei dopo il coronavirus bisognerà passare anche al termoscanner, sia alle partenze sia agli arrivi.

Ai controlli di sicurezza potrebbe essere negato l’imbarco se la temperatura corporea sarà superiore a 37,5 ° C (secondo i protocolli internazionali).

4- Dispenser e disinfettanti

All’interno delle stazioni aeroportuali saranno collocate colonnine con dispenser contenenti soluzioni disinfettanti. L’uso dovrebbe essere gratuito, fatta eccezione per la possibilità di utilizzarlo in quantità maggiori a pagamento.

Ma un distributore per uso personale è diventato ormai una pratica da tenera in borsa, così da non toccare nemmeno quello per uso pubblico.

5- Avvisi informativi con audio e video

Dovremmo abituarci a sentire e vedere le informazioni sulle precauzioni per contenere l’infezione da coronavirus all’interno di aeroporti e aerei:

  • mantenere una distanza interpersonale di almeno 1 metro in tutte le aree aeroportuali
  • effettuare le operazioni di imbarco senza creare assembramenti
  • percorrere gli spazi aeroportuali solo nelle direzioni contrassegnate, per evitare di incrociare frontalmente altri passeggeri
  • non toccare il viso
  • indossare una maschera protettiva (sempre)

6 – Uso della mascherina in aereo e in aeroporto

Sarà obbligatorio indossare una mascherina all’interno dell’aeroporto, durante l’imbarco, durante il trasporto aereo, durante lo sbarco e, in generale, fino all’uscita dall’aeroporto.

Se il passeggero non avrà una maschera, questa dovrà essere fornita dal vettore aereo.

Di sicuro, il possesso e l’uso della maschera sarà un requisito fondamentale per l’imbarco sul volo. Come lo è il possesso del biglietto e del documento di riconoscimento (carta d’identità o passaporto a seconda della tratta).

7 – Negozi duty-free con ingressi limitati

I negozi dell’aeroporto sono famosi per il loro enorme afflusso di passeggeri.

Probabilmente, le aree dei negozi aeroportuali subiranno interventi per limitare gli accessi e ridurre il numero di passeggeri presenti contemporaneamente.

La vendita delle bottiglie d’acqua dovrebbe avvenire solo con un distributore automatico, piuttosto che con la scelta “manuale” dei passeggeri che le hanno precedentemente portate alla cassa. Questo potrebbe essere il caso di molti altri prodotti.

8- Percorsi all’interno degli aeroporti

Anche prima del coronavirus, le aree aeroportuali venivano progettate con la selezione delle aree di partenza e di arrivo.

Ma dal 2020 la gestione degli spazi aeroportuali sarà ulteriormente segmentata, per evitare che il flusso di passeggeri in arrivo si incroci con quelli in partenza.

I percorsi saranno tracciati a terra e si eviterà che si possano effettuare ulteriori spostamenti oltre il necessario (controlli di sicurezza, area di attesa, imbarco, sbarco, oltre ai servizi igienici dislocati).

9 – Distanziamento di 1 metro (o 1,5)

Ecco un’altra regola che ci sta diventando familiare, come l’uso della mascherina. La distanza interpersonale di un metro negli aeroporti potrebbe anche essere aumentata a 1,5 metri dove gli spazi sono maggiori o a seconda dell’afflusso di passeggeri in quel momento (con avvisi sonori o visivi).

Sarà necessario il distanziamento sociale negli aeroporti all’interno dei terminal, in attesa dell’imbarco e sugli autobus di trasporto passeggeri (navette).

10 – Posti a sedere distanziati

Da un po’ di tempo, abbiamo notato che i posti sugli aerei stanno diventando sempre più stretti. Ma durante e (si spera) dopo il coronavirus, sarà necessario distanziare i posti sugli aerei. Se è vero che il ricircolo dell’aria all’interno del velivolo è molto elevato, il distanziamento sarà sicuramente imposto dalle autorità.

Sarà quindi necessario garantire posti distanziati, anche se molte compagnie aeree (come Ryanair) minacciano di non volare se non sono autorizzate a riempire l’aereo.

Conclusioni sui nuovi voli aerei dopo il coronavirus

Questo elenco di 10 nuove regole sui nuovi voli aerei a partire dal 2020 potrebbe essere solo l’inizio. In effetti, era prevedibile che gli aeroporti avrebbero dovuto adattarsi a questo rischio, perché i voli aerei sono noti per essere lo strumento migliore per diffondere virus a livello globale.

Sul tema del coronavirus e dei voli aerei abbiamo scritto anche questi articoli che potrebbero interessarti:

Voucher: Cos’è? Quando accettarlo o no? Perché non tutti sanno che il voucher può essere utilizzato con astuzia dal vettore per zittire un passeggero che invece avrebbe diritto al rimborso del biglietto in contanti.

Quanto costerà un volo aereo durante e dopo il coronavirus? La pandemia ha ridotto la domanda dei passeggeri che vogliono acquistare un volo aereo, ma non è detto che ci sarà un aumento dei prezzi.

Coronavirus: quali compagnie aeree cancellano 32.563 voli. Potrai vedere i grafici dal satellite con i voli aerei prima e dopo il coronavirus.

Voucher: Cosa è? Quando accettarlo oppure no?

voucher-volo

Spesso ci chiedono se è conveniente accettare un voucher volo aereo oppure no.

La risposta è: dipende.

Innanzitutto, bisogna distinguere tra i diversi voucher esistenti, perché si fa molta confusione sulla nozione di voucher aereo.

Per capire meglio quale possa essere la scelta migliore, è necessario qualificare il tipo di voucher.

Noi di TuoRisarcimento siamo una società di servizi che offre al passeggero la possibilità di ottenere i rimborsi dalle compagnie aeree che hanno violato la legge sui trasporti oppure i contratti con il passeggero. Conosciamo la materia e in questo articolo ti spiegheremo quando conviene accettare un voucher e quando è opportuno non accettarlo.

Voucher aereo: cosa è?

Il voucher aereo attesta il diritto di un passeggero a poter usufruire gratuitamente di un credito per l’acquisto di biglietti aerei della stessa compagnia. Solitamente, il credito del voucher aereo è spendibile per l’acquisto di uno o più voli.

Il voucher ha quasi sempre il formato elettronico, perché si tratta di un codice ricevuto via mail da inserire nell’apposita voce al momento dell’acquisto di un biglietto (es. coupon, promozione, buono, voucher, ecc.). Talvolta è una vera e proprio gift card, dal formato simile a una carta di credito.

Sempre è possibile integrare la somma mancante per completare l’acquisto (ad esempio per un voucher di 50 euro e un volo di 60 euro, è possibile integrare la restante somma di 10 euro con ulteriore versamento).

Quasi mai il credito residuo del voucher è rimborsabile in denaro. Solo alcune compagnie permettono di conservarlo fino a una data prestabilita, che di solito è 12 mesi.

Differenza tra voucher

differenza-voucher-regalo-volo-sostitutivo

Come già accennato, i voucher non sono tutti uguali e spesso vengono fraintesi dai passeggeri che vogliono chiedere un rimborso.

In linea generale, esistono 2 tipi di voucher:

  • OMAGGIO/REGALO, che è il vero e proprio voucher secondo le condizioni di contratto del trasporto aereo
  • VOLO ALTERNATIVO/SOSTITUTIVO, che è un’opzione in caso di volo cancellato o in overbooking

Non si può parlare di voucher per i voli in ritardo, perché nel 99,78% dei casi il volo sostitutivo è lo stesso.

Ma vediamo in dettaglio questi due tipi di voucher, perché è possibile conoscere aspetti ancora più specifici.

Voucher regalo

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Esempio di voucher Ryanair acquistabile sul loro sito

Il voucher regalo è in genere quello una persona omaggia (“regala”) a un altra per fare un viaggio.

L’importo del voucher regalo è solitamente scaglionato per tagli differenti (25 euro, 50 euro, 100 euro, 200 euro, 500 euro).

Non si sta regalando un vero e proprio biglietto (ad esempio da Milano a Parigi), ma una somma di denaro per acquistare uno o più voli con libera scelta.

Vengono inviati al passeggero dalla stessa persona che li acquista, solitamente con una mail contenente il codice voucher e un messaggio (di auguri, buon compleanno, ecc. ).

Sono diverse le compagnie aeree che mettono a disposizione i voucher regalo:

Voucher per volo alternativo

voucher-volo-alternativo
Solo il passeggero può scegliere il tipo di voucher

In realtà, non è tecnicamente corretto parlare di voucher per volo alternativo. Ma siamo costretti a farlo per ragioni di chiarezza e per usare un linguaggio comune per i passeggeri.

Il voucher per volo alternativo può essere distinto in 2 modi:

  • voucher con credito, da poter spendere per l’acquisto di un futuro biglietto
  • volo sostitutivo, riconosciuto con un biglietto aereo vero e proprio.

Vediamo le differenze in particolare.

Voucher con credito

In genere, viene emesso dalle compagnie aeree per un disservizio (cancellazione o negato imbarco). Il voucher ha lo stesso importo del costo del biglietto ed è spendibile per la prenotazione di ulteriori voli. Se il credito non è sufficiente, puoi pagare la differenza.

In realtà, questo voucher è una vera e propria “furbata” della compagnia aerea che vuole mettere a tacere il passeggero ed evitare proteste.

Perché il passeggero che ha subito una cancellazione o un negato imbarco è tutelato dall’art. 8 del Regolamento CE 261.

Infatti, il passeggero ha la possibilità di scegliere tra:

  • rimborso del biglietto entro 7 giorni
  • volo alternativo verso la stessa destinazione finale, con le stesse condizioni di trasporto (classe di viaggio) e non appena possibile 

Il rimborso non è conveniente per il vettore, perché il passeggero potrebbe scegliere un’altra compagnia aerea.

Mentre il volo alternativo può creare dei problemi al vettore che preferisce vendere gli ultimi posti disponibili a prezzi più elevati ad altri passeggeri.

Conviene accettare un voucher?

Se si tratta di un voucher regalo, è ovvio che conviene accettarlo. Si tratta, appunto, di un regalo.

Se si tratta di un voucher per volo sostitutivo bisogna distinguere 2 ipotesi, perché in un caso è opportuno accettarlo e in un altro caso non è conveniente accettarlo.

Vediamo nello specifico.

Voucher emesso come biglietto del volo sostitutivo

Come detto, si tratta del biglietto per un volo sostitutivo in cui sono già stabiliti:

  • numero di volo
  • data di partenza
  • orario di partenza e arrivo

In sostanza, questo voucher non ha ad oggetto un credito, ma un vero e proprio biglietto aereo.

Se la data e gli orari del volo sostitutivo ti vanno bene, questo voucher è opportuno accettarlo. Altrimenti, non conviene, perché puoi farti restituire i soldi e scegliere anche un altro volo con data e orari di tuo gradimento.

Questa forma di voucher deve però essere scelta dal passeggero, in alternativa al rimborso del costo per il volo cancellato o in overbooking. Il passeggero può dunque rifiutare questo biglietto e pretendere sempre il rimborso in denaro.

Se questa scelta tra rimborso dei soldi e volo alternativo non ti è stata offerta, il vettore sta violando l’art. 8 del Reg. CE 261.

Se non è gradito questo volo alternativo e volevi il rimborso, puoi scriverci nella pagina CONTATTACI. Potrai ricevere il nostro aiuto gratuito per pretendere il rimborso in denaro del costo totale del biglietto.

Voucher emesso come buono omaggio

Questo voucher è dunque un credito dello stesso importo del biglietto, da poter spendere per voli futuri.

Dietro l’accettazione di questo voucher si nasconde quella che in termini legali si chiama “liberatoria“.

L’accettazione di una liberatoria può avvenire con firma, se cartacea, oppure con clic, se on line. L’accettazione comporta questa conseguenza: libera il vettore aereo dagli obblighi di legge e ti fa accettare le sue condizioni.

Ecco perché noi non consigliamo questo tipo di voucher, ma di chiedere sempre il rimborso in denaro. In sostanza, riavuti indietro i soldi potrai avere sempre la possibilità di ricomprare voli aerei (anche dallo stesso vettore). Per cui non c’è nessun motivo per tenere in mano un rischioso codice voucher invece di soldi.

I motivi per cui non consigliamo l’accettazione di questo voucher/credito sono diversi:

  • perdi tutti i diritti del Regolamento CE 261/04 per voli cancellati o per negato imbarco (come assistenza con pasti e bevande, hotel, trasporti gratis verso l’hotel e in generale ogni possibilità di rimborso delle spese necessarie sostenute in attesa del successivo volo)
  • il vettore potrebbe subire un fallimento nei mesi successivi e non riavrai più il rimborso
  • i possessori di voucher potrebbero avere limitazioni per l’acquisto di alcuni voli, perché non considerati al pari di altri passeggeri

Conclusioni sul Voucher aereo

Come spiegato in questo articolo, il voucher aereo è conveniente accettarlo solo se è un vero e proprio regalo da parte di qualcuno. Mentre i voucher emessi dalla compagnia aerea non è sempre opportuno accettarli, perché è più conveniente pretendere:

  • volo sostitutivo (se data e orari di partenza sono graditi), per non rischiare un aumento dei costi dei voli aerei successivi
  • rimborso in denaro, per non correre rischi

Ricordati che la compagnia aerea può scegliere di importi il voucher solo per i voli successivi al 30 aprile 2020, in base alla legge durante la pandemia del Coronavirus (covid-19). Puoi approfondire la lettura leggendo l’altro nostro articolo specifico su Voucher o rimborso? La legge italiana contro il Reg. CE in cui ti spieghiamo meglio le alternative.

Mentre per i voli precedenti al 30 aprile (quindi fino al 29 aprile 2020), è il passeggero che deve poter scegliere tra:

  • rimborso del denaro entro 7 giorni
  • volo alternativo quando possibile
  • voucher con credito di pari importo al costo del biglietto.

Se volevi il rimborso in denaro ma la compagnia ti ha imposto un voucher, possiamo aiutarti noi a chiedere indietro i soldi. Per farlo, inserisci i dati del volo aereo nella nostra pagina VERIFICA VOLO GRATIS e saremo felici di poterti aiutare, come abbiamo già fatto con migliaia di passeggeri italiani.

Reclami Volotea: Come avere il rimborso? 2 casi reali

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Vuoi sapere come fare un reclamo Volotea? Hai avuto dalla Volotea un ritardo, una cancellazione oppure ti è stato negato l’imbarco per overbooking? In questo articolo scoprirai come ottenere un rimborso Volotea in modo semplice, veloce e sicuro. Conoscerai così la storia di 2 casi reali, tra le migliaia, che abbiamo già aiutato.

La Volotea è una compagnia low-cost spagnola con 89 destinazioni, di piccolo e medio raggio, con voli nazionali o nell’aerea mediterranea che opera dal 2012.

Purtroppo, come tutte le compagnie aeree a basso costo, non riesce a organizzare la rotazione degli aeromobili in modo ottimale. Questo può causare ritardi Volotea nel 30% dei voli, che per il 9% possono superare le 4,2 ore. Mentre le cancellazioni  Volotea non sono molto frequenti ma raggiungono il 1,9%.

Se invece hai subito un negato imbarco, puoi leggere l’altro nostro articolo sull’overbooking Volotea.

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La Volotea ha in Italia più scali della Spagna

Sono un avvocato specializzato in diritto dei trasporti aerei e fondatore di TuoRisarcimento, la società leader in Italia per rimborsi aerei.

In questa pagina ti spiegherò di come avere un rimborso Volotea, applicando semplicemente il diritto dell’Unione europea che prevede l’obbligo di tutelare i passeggeri.

Iniziamo da qualche premessa fondamentale e dopo vedremo quando il volo Volotea è risarcibile.

Perché Volotea ha l’obbligo del rimborso

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I vettori con sede in Europa sono soggetti al Reg. CE 261/04

La Volotea è un vettore con sede legale in Spagna. Trattandosi quindi un vettore europeo, ha l’obbligo di rispettare il Regolamento europeo CE 261/2004.

Questo significa che il rimborso Volotea può essere chiesto per:

  • voli in partenza dall’Italia
  • voli in arrivo in Italia dall’estero

Per il passeggero è un enorme vantaggio, perché il Regolamento CE non si applica per i voli in partenza da uno Stato extra-europeo operati da vettori non europei (ad esempio, il Regolamento CE non si applica a un volo Air China in partenza da Pechino, anche se diretto in Europa).

Fatta questa premessa molto importante, passiamo a vedere come si può fare un reclamo Volotea per applicare il Regolamento CE.

Cosa prevede il Regolamento CE 261?

regolamento-ce-volotea-obbligo-rimborso

Dal 2004 tutte le compagnie aeree europee hanno l’obbligo di rispettare il Regolamento CE 261, considerato il testo sacro dei passeggeri aerei.

Gli obblighi previsti da questa legge europea sono:

  • assistenza con pasti e bevande se il volo ritarda oltre le 2 ore
  • volo sostitutivo (anche con altro vettore aereo) se il volo Volotea acquistato è stato annullato
  • assistenza con sistemazione in albergo se il volo sostitutivo partirà il giorno successivo
  • trasferimento con taxi o navetta per raggiungere l’albergo
  • compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro, in base alla lunghezza della tratta aerea se il ritardo è superiore a 3 ore, il volo è stato definitivamente cancellato oppure è stato negato l’imbarco per overbooking

Il rimborso Volotea è possibile in base al motivo del disservizio e se non vi è una circostanza eccezionale.

Quanto deve rimborsare Volotea?

Come avrai capito, la Volotea deve pagare un rimborso che dipende dalla distanza della tratta aerea.

Ecco alcuni esempi per le tratte più scelte.

Voli Volotea in partenza da Genova:

distanza-aeree-Volotea-quantificazione-rimborso

Voli Volotea in partenza da Venezia:

distanza-voli-volotea-venezia

Voli Volotea in partenza da Palermo:

distanza-voli-volotea-palermo

I grafici sopra sono solo a titolo di esempio, ma il nostro servizio di VERIFICA VOLO GRATIS comprende anche la misurazione della tratta, così da quantificare il rimborso Volotea.

Perché il rimborso non è automatico?

Molti pensano che per le compagnie aeree europee il Regolamento CE 261 si applichi automaticamente.

Ma non è così. Il risarcimento è un diritto e come tale deve essere esercitato (cioè “fare qualcosa” per chiederlo). Di contro, chi ha l’obbligo di risarcire tende a fare resistenza per evitare di pagare. Per i vettori low cost l’obiettivo di risparmiare è addirittura di vitale importanza.

La richiesta deve avvenire con un reclamo, ossia con una doglianza/lamentela formale per chiedere il rimborso.

Le statistiche di TuoRisarcimento del 2019 hanno confermato che solo lo 0,17 % dei passeggeri ottiene un rimborso immediato. Solitamente questo accade per i passeggeri frequent flyer. Di conseguenza, il 99,83 % dei passeggeri deve fare reclami Volotea per essere rimborsati nei termini di legge.

Come fare un Reclamo Volotea per avere un rimborso?

Il reclamo Volotea può essere presentato in 2 modi:

  • FAI DA TE: occupandosi di tutti gli aspetti burocratici per la gestione della pratiche, interloquendo con l’ufficio reclami spagnolo e i call center
  • DELEGANDO: incaricando agenzie specializzate per la richiesta di rimborsi che mettono a disposizione il know how

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Vediamo come fare in concreto per reclamare il proprio rimborso da un vettore aereo come Volotea.

Reclamo Volotea presentato dal passeggero

Se vuoi fare direttamente un reclamo Volotea, potresti spedire una lettera raccomandata A/R internazionale . Questo è l’unico modo per costituire in mora la compagnia aerea e interrompere i termini di prescrizione di 2 anni.

La raccomandata internazionale deve necessariamente essere spedita alla sede legale di Volotea:

VOLOTEA S.A.

Travessera de Gracia 56, 4ª

08006 – Barcellona (España)

In alternativa, il reclamo può essere spedito a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo pec Volotea alaeo@legalmail.it

Ricordati però che per spedire una pec devi possedere anche tu una pec. Quindi non puoi scrivere dalla tua mail di gmail, virgilio, hotmail, ecc., perché il messaggio non verrà recapitato e comunque non avrai la ricevuta di consegna ufficiale.

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Non ha nessun valore legale, invece, il reclamo telefonico al numero +34 93 11 717 77 oppure tramite i canali social di Volotea (facebook, twitter, instagram)

Il contenuto della lettera deve avere questi elementi:

  • dati anagrafici del passeggero
  • dati del volo aereo Volotea (aeroporto di partenza, aeroporto di arrivo, data del volo, orario previsto di partenza e arrivo)
  • numero del biglietto aereo
  • richiesta di pagamento della compensazione pecuniaria di 250, 400 o 600 euro, in base alla lunghezza della tratta
  • messa in mora con minaccia di adire l’Autorità giudiziaria competente se il pagamento non avviene entro 15 giorni dal ricevimento della lettera
  • quantificazione in denaro del rimborso Volotea richiesto (compensazione pecuniaria + spese in aeroporto + spese spedizione raccomandata)
  • data e firma

Alla lettera è opportuno allegare i seguenti documenti in fotocopia:

  • carta identità passeggero
  • carta di imbarco
  • eventuali ricevute di pagamento di spese sostenute a causa del ritardo, cancellazione o negato imbarco

Non bisogna mai spedire per posta gli originali dei biglietti aerei, anche se richiesti dalla Volotea durante l’istruttoria della pratica. Può capitare, come successo con altre compagnie, che gli originali non vengano restituiti e questo può impedire un’azione legale per mancato pagamento di Volotea.

Reclamo Volotea presentato da una società di servizi

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L’altro modo per fare un reclamo Volotea è quello di delegare a un’agenzia on line la pratica di rimborso e l’invio del reclamo.

Noi di TuoRisarcimento siamo nati nel 2012, proprio come la Volotea. Da sempre ci siamo occupati della richiesta di rimborsi Volotea, grazie alla conoscenza di tutti gli aspetti burocratici per la gestione della pratica.

Il vantaggio che potrai avere nel consentire a noi di fare il reclamo al posto tuo è questo:

  • gestione totale della pratica dalla A alla Z (dove la Z è l’incasso del rimborso sulla tua carta di credito)
  • procedura interamente on line (senza spedizione di documenti cartacei)

Prima di spiegarti in concreto come possiamo aiutarti, lascia che ti spieghiamo perché i reclami non sono solo una formalità, ma richiedono esperienza.

Il rimborso può essere negato?

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Sì, il rimborso può essere negato per due motivi:

  • REALE: il volo Volotea è stato cancellato o ha ritardato per una circostanza eccezionale (esempio maltempo grave). In questo caso, è giusto che la Volotea non paghi il risarcimento, perché il ritardo o la cancellazione non è imputabile a loro colpa
  • PRETESTUOSO E FALSO: il volo Volotea ha avuto un ritardo o una cancellazione per un fatto non eccezionale (esempio un guasto tecnico, una cattiva gestione dell’operazione di volo da parte di Volotea, ecc.). In questo caso, la Volotea ha l’obbligo di pagare il rimborso ma, come fanno molte compagnie aeree (soprattutto low cost), non risponde al reclamo del passeggero oppure si inventa una vera e propria scusa (falsa!)

Lasciamo a te prevedere quante volte una compagnia aerea può rispondere in un modo o in un altro.

L’assistenza di uno staff legale è quindi fondamentale per poter gestire la pratica nel migliore dei modi e anticipare le eventuali resistenze del vettore a pagare.

Inoltre, noi di TuoRisarcimento possiamo avere accesso alle banche dati di tutti gli aeroporti del mondo. Ecco perché non ci possono rispondere che c’era maltempo nell’aeroporto di destinazione (come spesso accade). Oppure non possono ignorare il nostro reclamo per te, se scriviamo con una lettera con carta intestata dello studio legale.

Esempi di reclami Volotea

Il problema che avrai avuto con Volotea sarà simile a quello di migliaia di passeggeri che noi di Tuorisarcimento abbiamo già aiutato per ottenere il rimborso.

Quindi ti racconteremo 2 storie e sappiamo che la tua sarà una di queste:

Giulia: Ritardo volo Volotea per viaggio Erasmus

Il mio volo Volotea da Milano Malpensa a Barcellona doveva partire alle 8:05 ma è stato prima ritardato alle 10:05 e poi è partito alle 15 del pomeriggio… Vi lascio immaginare la mia rabbia, e non hanno neanche voluto regalare una bottiglietta d’acqua per il pranzo che ho pagato io. Dovevo andare a Barcellona per iniziare l’Erasmus e ora voglio avere il risarcimento! Grazie per la vostra risposta

Giulia, 23 anni

Francesco, Antonio e Giorgio: Cancellazione volo Volotea per vacanza in Spagna

Siamo 3 ragazzi emiliani. Abbiamo acquistato un volo andata e ritorno per Barcellona. Abbiamo anche pagato hotel e prenotato noleggio auto in Spagna. Il volo Volotea è stato cancellato ma lo abbiamo saputo in aeroporto. Nessuna comunicazione con sms o mail in anticipo. Volotea non ci ha dato un altro volo e ne abbiamo acquistato un altro Alitalia per Barcellona, spendendo 245 euro a testa! ho sentito parlare di voi in aeroporto, per favore risolvete questa cosa e fateci dare il rimborso delle nostre spese e i danni per la nostra vacanza persa.

Francesco, 34 anni

Queste 2 storie si sono concluse positivamente, perché siamo riusciti a fargli ottenere il rimborso previsto dal Diritto dell’Unione europea.

Conclusioni: come chiedere il rimborso Volotea

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In questo articolo abbiamo chiarito che per avere un rimborso Volotea è necessario fare un reclamo.

Agenzie specializzate ti permettono di non occuparti di nulla, delegando a loro la gestione della pratica.

Noi di TuoRisarcimento gestiamo il reclamo interamente on line e siamo tra i pochi in Europa ad avere accesso alle banche dati di tutti gli aeroporti mondiali. Con la verifica dello stato di tutti gli altri voli in partenza dallo stesso aeroporto possiamo escludere che in quel giorno e in quella fascia oraria anche altri voli hanno avuto problemi.

Per questo motivo, la nostra richiesta di rimborso contiene anche la documentazione probatoria necessaria per impedire ad Volotea ogni possibile resistenza e contestazione.

Inserisci i dati del tuo volo nella nostra pagina VERIFICA VOLO GRATIS e saremo felici di poter aiutare anche a te. Se il 78% dei passeggeri italiani che reclama sceglie i nostri strumenti, ci sarà un motivo, no?

Voucher o rimborso? Le legge italiana contro il Reg. CE

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Il governo italiano, ad aprile 2020, ha stabilito che il passeggero non ha più la possibilità di scegliere tra il rimborso e il voucher per un volo cancellato per coronavirus, perché la scelta spetta solo alla compagnia aerea. Ovviamente, la maggior parte delle compagnie aeree emetterà il voucher, così da poter tenere i soldi.

Questa è l’assurda regola italiana contenuta nell’art. 88-bis della legge n. 27 del 24 aprile 2020 di conversione del decreto “Cura Italia”.

Il voucher al posto del rimborso, vale per tutti i voli aerei dall’11 marzo al 30 settembre 2020.

Più che assurda, è in realtà una legge che ha tradito i passeggeri italiani che dal 2004 sono tutelati dal Regolamento CE 261. Proprio questa legge europea ha sempre previsto che, in caso di volo cancellato, è il passeggero che può scegliere se avere il rimborso del biglietto oppure un volo alternativo.

Mentre il citato art. 88-bis della legge italiana, prevede che il voucher sia equiparato al rimborso e, soprattutto, non richiede nessuna forma di accettazione da parte del passeggero. In sostanza, la compagnia può tenere i soldi del passeggero, come un credito chiesto ai passeggeri italiani anziché alla banca… L’Italia potrebbe anche rischiare un procedimento di infrazione ed essere sanzionata dall’Unione europea, perché non rispetta le regole europee.

Ma è sempre obbligatorio accettare il voucher? Lo scoprirai in questo articolo.

Mentre in un altro articolo, avevamo già parlato della procedura per il rimborso volo cancellato per coronavirus.

Sono un avvocato specializzato in diritto dei trasporti aerei e in questa pagina ti darò il mio parere sui voucher previsti dalla legge durante la pandemia da covid-19. Cercheremo anche di dare delle soluzioni, per poter valutare la possibilità di chiedere il rimborso in alternativa al voucher.

Facciamo prima qualche premessa.

Cosa è il voucher?

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Il voucher è un documento cartaceo o elettronico che attesta il diritto a poter usufruire gratuitamente di un servizio. Può essere tradotto come un buono (o coupon). In realtà il voucher per volo aereo è già stato pagato dal passeggero, quindi non è gratuito, ma corrisponde a una prenotazione da poter spendere nel tempo.

In un’altra pagina avevamo già parlato più ampiamente sul Voucher: Cosa è? Quando accettarlo oppure no?

Entro quanto tempo può essere usato?

Per i voli aerei cancellati per coronavirus, il voucher sarebbe spendibile entro 12 mesi. Si tratta però di un diritto con decadenza, perché se non viene utilizzato si perde il diritto a convertirlo in denaro.

Perché il voucher della legge italiana è contrario al diritto europeo?

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Il passeggero è sempre più parte debole del contratto

Come detto, l’art. 88-bis della legge italiana contrasta pienamente con il Regolamento CE 261/04, che da 16 anni tutela i passeggeri di 1/4 del pianeta terra.

Ma vediamo il confronto:

Da questo confronto si vede chiaramente che la scelta tra rimborso e voucher è passata dal passeggero alla compagnia aerea.

In realtà, ancora prima del 30 aprile alcune compagnie offrivano il voucher anche quando erano obbligate a offrire la scelta tra voucher e rimborso. Lo facevano perché interpretavano (furbescamente) a loro favore un precedente decreto che parlava di voucher solo quando era il passeggero a rinunciare al volo (e non quando fosse la compagnia a cancellarlo).

Già il 18 marzo 2020, la Commissione europea chiariva in un comunicato che la scelta tra rimborso e voucher deve spettare sempre al passeggero, come appunto previsto dal Regolamento CE (Comunicato del 18 marzo 2020 EN).

ECCO LO SCANDALO!

Perché i voucher possono valere meno del biglietto?

Secondo il governo italiano, la compagnia potrebbe emettere un voucher di pari importo del costo del biglietto da poter usare entro 1 anno.

Per questo motivo, il voucher potrebbe avere un valore economico meno di quanto si pensi.

Immaginiamo di acquistare un volo a 100 euro da Roma a Berlino. La compagnia cancella il volo per coronavirus e ci dà un voucher di 100 euro. Siamo sicuri di essere stati realmente garantiti? No, e ti spiego perché.

Le compagnie aeree potrebbero aumentare i costi delle tratte aeree per coprire la crisi economica del settore aereo. Quindi la stessa tratta Roma-Berlino che prima costava 100 euro, fra un paio di mesi o fra 11 mesi, potrebbe costare 280 euro. Quindi dovrei integrare l’acquisto del biglietto con altri 180 euro.

Il governo sa questo? Ci ha mai chiesto la nostra opinione? O l’opinione di associazioni di consumatori?

Perché i voucher non sono sempre utili?

Ancora meno garanzie avrà il passeggero che aveva scelto quella tratta o quel vettore occasionalmente.

Ecco la storia della signora Luisa e Mario di Modena, che hanno contattato TuoRisarcimento qualche giorno fa.

Siamo una coppia anziana che avevamo comprato i voli per andare a trovare nostra figlia in Australia. Non eravamo mai stati prima e volevamo vedere come si fosse sistemata. Abbiamo acquistato questi voli per l’andata:

  • Fiumicino a Singapore, con SINGAPORE AIRLINES
  • Singapore a Merlbourne, con QANTAS

E per il ritorno:

  • Merlbourne a Singapore, con SINGAPORE AIRLINES
  • Singapore a Istanbul, con TURKISH AIRLINES
  • Istanbul a Fiumicino, con TURKISH AIRLINES

Adesso ci hanno dato questi voucher per voli aerei cancellati per il coronavirus:

  • SINGAPORE AIRLINES: 1.265,00 € 
  • QANTAS: 846,67 €
  • TURKISH AIRLINES: 1.146,99 €

Ci hanno dato dei voucher maggiori al costo del biglietto, ma noi non andremo più in Australia. Nostra figlia ritornerà per sempre in Italia tra 2 anni. 

Cosa ne faremo di voucher di Singapore Airlines, Turkish Airlines e Qatar? Il nostro prossimo viaggio sarà magari in Sardegna o a Parigi. Ma dovremmo comprare altri voli da Alitalia, Air France. Di sicuro non da questi vettori.

Questa è solo una delle tante storie. Come quella di Danilo che voleva andare in vacanza in Messico, ma ora non partirà più è ha degli inutili voucher di America Airlines e un’altra compagnia messicana. Al massimo potrebbe comprare un altro volo American Airlines per andare a New York, ma se il vettore fa un rincaro del 100%, il suo voucher è come se valesse ZERO e dovrebbe pagare il doppio per lo stesso volo.

Come le compagnie aeree potrebbero abusare dei voucher

Come detto, le compagnie aeree potrebbero fare un rincaro dei voli successivi e quindi il voucher non sarebbe sufficiente ad acquistare il nuovo volo. Bisognerebbe integrare il prezzo.

Ma un altro aspetto a cui nessuno pensa è questo.

Il voucher potrebbe essere emesso per i voli cancellati fino al 30 settembre 2020. E se il vettore vende ancora voli fino al 30 settembre e poi sistematicamente li cancella, cosa succede? Semplice, ottiene liquidità e non ha l’obbligo di rimborsare soldi…

Questo potrebbe essere un modo per usare in modo strumentale la nuova legge del governo. In modo legale…

Perché la compagnia sceglie sempre il voucher?

La compagnia aerea ha interesse a tenere i soldi. Questo è chiarissimo e non serve una laurea in economia aziendale per capirlo.

In questo modo, la compagnia aerea può avere 2 vantaggi:

  • non perde i soldi della prenotazione aerea e può avere liquidità per nella gestione dell’impresa in difficoltà
  • se il passeggero non userà il voucher entro un anno, potrà tenere i soldi per sempre e rivendere il posto di quel passeggero ad un altro, guadagnando un altro biglietto

Perché il governo italiano doveva tutelare meglio i passeggeri italiani?

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Sono quasi tutti stranieri i vettori dei voli cancellati per italiani

I voli cancellati per coronavirus, in base alle statistiche di TuoRisarcimento, sono questi:

  • vettori italiani: 2,8 %
  • vettori esteri: 97,2

In sostanza, il governo italiano sta permettendo alle compagnie straniere di avere un credito dai passeggeri italiani. Tra l’altro è un prestito a fondo perduto, se si considera che il voucher non usato non dà diritto al rimborso neanche alla sua scadenza, come previsto in altri Stati europei.

Se il governo italiano voleva aiutare il settore aereo italiano, doveva aiutare solo le compagnie di bandiera italiane (Alitalia, già in amministrazione, Blue Panorama o Blu Express, Neos). Mentre doveva essere l’Unione europea a pensare a salvare le altre compagnie aeree europee.

Sono migliaia i passeggeri che dall’inizio della pandemia ci contattano per voli cancellati da American Airlines o United (USA), Aeroflot (Russia), Air France (Francia), Ryanair (Irlanda), Vueling (Spagna), ecc. Ma tutti questi vettori esteri, grazie al governo italiano, possono tenere i soldi dei passeggeri italiani per 12 mesi. Nonostante la stessa legge europea, lo ribadiamo, prevederebbe il rimborso in denaro entro 7 giorni.

Perché il voucher non tutela pienamente il passeggero?

Come detto, il voucher avrebbe durata di 12 mesi, ma diventa inutilizzabile (come carta straccia) se il passeggero non vuole più volare.

Il rischio di possedere un voucher

Il voucher per un volo aereo è in realtà come un biglietto della lotteria. Cosa succede se:

  • La compagnia aerea fallisce nel corso di questi 12 mesi: Non potrai più avere il rimborso. Come è già fallita la britannica FlyBe
  • Vuoi cambiare il biglietto con un’altra tratta: Non è possibile se una tratta diversa è operata da un’altra compagnia aerea
  •  Ci saranno altre restrizioni negli spostamenti imposte dai governi per la pandemia ancora in corso: Dovrai sperare che il governo emetta un nuovo decreto più favorevole per il passeggero

Motivi di inutilizzabilità dei voucher gratuiti

Altri motivi per cui un voucher aereo non tutela in modo pieno il passeggero, trasformandosi in strumenti inutili, sono:

  • rinuncia al volo per precauzione alla salute: sono moltissimi i passeggeri che ci contattano per riferirci che non sanno se ritorneranno a volare da qui a un anno. Soprattutto perché non essendoci ancora un vaccino, vogliono rinunciare al volo per tutelare il diritto alla salute (art. 32 Costituzione)
  • perdita di interesse per quella destinazione “lavorativa”: il 36 % dei voli aerei sono acquistati per motivi di lavoro. Ma molti non hanno più interesse a raggiungere quella destinazione perché già l’evento lavorativo si è svolto o non si svolgerà più. Inoltre il lavoro da remoto (smart working) ha sostituito molti appuntamenti lavorativi
  • rinuncia alla vacanza: i voli cancellati per coronavirus da febbraio 2020 avevano come mete luoghi di vacanze o ponti programmati (San Valentino, Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, ecc.). Contestualmente, erano stati prenotati alberghi, auto a noleggio, escursioni, che sono stati rimborsati. Per cui il passeggero aereo potrebbe voler scegliere la prossima meta in base alla stagione (per cambiare una meta primaverile con una estiva o invernale)
  • cambio destinazione: è risaputo che le compagnie aeree coprono solo alcune tratte, ma il cambio destinazione potrebbe non essere coperto da quel vettore (ad esempio i voli per Malta sono operati da Ryanar e Air Malta, ma se voglio cambiare la destinazione di Malta con la Spagna dovrò scegliere un volo Vueling, Volotea o Iberia
  • perdita o cambio coincidenza: i voli internazionali hanno nel 30% dei casi uno scalo con altra compagnia aerea. Se quindi utilizzavi un volo KLM solo per usufruire di uno scalo e poi volevi andare in Norvegia con British Airways, avrai un voucher KLM e uno British Airways. Entro 12 mesi sarà rarissimo che potrai riprogrammare un altro volo che prevede due voli con scalo delle stesse compagnie. Sarai quindi costretto a fare 2 vacanze con destinazione predeterminata in base alle tratte di KLM e di British
  • rinuncia al volo per crisi economica familiare: il governo italiano ha voluto tutelare le grandi compagnie aeree dalla crisi del settore aereo. E se il passeggero italiano vuole rinunciare al volo perché a causa del coronavirus ha perso il lavoro o non ha avuto sussidi governativi? Deve necessariamente andare in vacanza anche se è disoccupato?

Ci sono poi casi particolari, come i voli di SkyUp, una compagnia low cost ucraina che opera voli solo stagionali (da maggio a ottobre). In questi casi, non solo si riduce il periodo di utilizzabilità del voucher, ma stravolge anche i voli programmati dal passeggero con altri scali e con altre compagnie aeree. Inoltre, il rischio di fallimento di queste low cost stagionali è altissimo.

Conclusioni: Rimedi se il vettore offre il voucher

Se vuoi chiedere il voucher, sei libero di farlo direttamente sul sito della compagnia aerea o contattando il loro servizio clienti.

Ti prego quindi di non scrivere a noi di TuoRisarcimento, perché NON ci occupiamo di richiesta voucher (anche se lo hai chiesto e la compagnia non ti risponde).

Se invece non hai interesse a richiedere il voucher e vuoi il rimborso dei soldi spesi per il biglietto, puoi contattarci.

Noi di TuoRisarcimento siamo contrari alla legge italiana e siamo in attesa che, dopo il richiamo dell’Unione Europea all’Italia, questa venga modificata e si ritorni alla tradizionale regola del Reg. CE (rimborso del biglietto entro 7 giorni se così vuole il passeggero).

Stiamo comunque raccogliendo i reclami dei passeggeri in attesa del rimborso, per avviare delle class action in difesa dei passeggeri italiani.

Vai nella nostra pagina VERIFICA VOLO GRATIS, inserisci le informazioni del volo e saremo felici di poterti aiutare per far valere i diritti del Reg. CE 261.

Overbooking Volotea: 5 step per farsi rimborsare

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Se sei stato vittima anche tu in un overbooking Volotea, in questa pagina troverai i 5 passi da seguire per ottenere un rimborso. Inoltre, scoprirai come poter avere ricevere un risarcimento se è possibile dimostrare un danno ulteriore fino a 6.000 euro.

La Volotea è un vettore spagnolo low cost che nel 2018 ha anche rischiato uno stop dei voli da parte dell’ENAC proprio per una pratica eccessiva di overbooking. In sostanza, la Volotea vende un numero maggiore di biglietti rispetto ai posti disponibili sull’aereo. Ma se tutti i passeggeri si presentano all’imbarco, per qualcuno non ci sarà posto e gli verrà negato l’imbarco. Prima del 2019, però, la Volotea ha abusato di questa pratica che è tollerata dalla legge europea e nazionale entro certi limiti.

Tuttavia, dal febbraio 2019 la Volotea ha ridotto il numero di overbooking del 65% (secondo i dati di TuoRisarcimento aggiornati a febbraio 2020), ma continua ancora a praticarlo. Del resto, anche tu hai di sicuro subito un negato imbarco Volotea se stai leggendo questa pagina.

Ciò che facciamo noi di TuoRisarcimento è molto semplice: in caso di overbooking Volotea, applichiamo il Regolamento CE 261, il quale prevede il rimborso totale del biglietto e la compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro. Se ci sono i presupposti, applichiamo anche la Convenzione di Montreal per risarcimenti fino a 6.000 euro.

Ma scopriamo quali sono i 5 step per ottenere un rimborso per overbooking Volotea.

1# Presentarsi in orario per l’imbarco

Presentarsi in orario ai voli Volotea in overbooking

 

I presupposti per agire nella richiesta di rimborso per overbooking Volotea sono:

  • aver effettuato il check-in on line (per l’acquisto on line)
  • essere quindi in possesso di una carta di imbarco (stampata o su dispositivo elettronico come smartphone), solitamente ottenuta dopo il check-in on line
  • presentarsi all’aeroporto di partenza per l’imbarco almeno 35 minuti prima con regolari documenti di viaggio (carta di imbarco + documento di riconoscimento valido per viaggiare)

In mancanza di uno di questi presupposti, la Volotea potrebbe impedire legittimante l’imbarco e al passeggero non spetterebbe nessuna tutela.

Per esempio, si ha “no show” se il passeggero non si presenta in orario all’imbarco. Oppure, se il passeggero ha dimenticato la carta di identità, l’imbarco è negato per motivi diversi dall’overbooking. Di conseguenza, non si ha diritto alla compensazione pecuniaria.

Ma se vi sono tutti i presupposti sopra elencati e l’imbarco viene negato, si ha tecnicamente un overbooking risarcibile in base al diritto europeo (Reg. CE 261/2004).

Se si supera questo step, eccoci al prossimo.

2# Possedere l’attestazione di overbooking Volotea

Il personale del banco di accettazione deve rilasciarti un’attestazione di negato imbarco. Si tratta di un documento in cui la Volotea ufficializza che il passeggero si è correttamente presentato per l’imbarco del volo ma subisce la pratica dell’Overbooking Volotea.

Solitamente, l’attestazione contiene queste informazioni:

  • numero e data del volo in overbooking
  • dati del passeggero
  • volo sostitutivo omaggiato al passeggero

Questo documento è importantissimo per la richiesta di rimborso, altrimenti si rischia che la Volotea possa contestare un “no show”. Cioè la Volotea potrebbe sostenere che il passeggero non si sia presentato in orario per l’imbarco e quindi che non gli spetta nessun rimborso per overbooking.

Noi di TuoRisarcimento abbiamo ricevuto richieste per overbooking Alitalia in cui il vettore ha poi sostenuto che il passeggero non si fosse mai presentato per l’imbarco. I nostri legali, però, sono comunque riusciti a vincere il caso con le testimonianze scritte di altri passeggeri. Ovviamente, il possesso dell’attestazione di negato imbarco risolve ogni possibile contestazione da parte della Volotea.

3# Conservare fatture e scontrini di spese correlate

Scontrini e fatture per overbooking Voltea
Scontrini e fatture per overbooking Volotea

In caso di negato imbarco, il vettore deve garantire al passeggero di poter raggiungere la destinazione finale con un volo sostitutivo. Questo volo deve ovviamente essere offerto al passeggero in modo gratuito. Generalmente, viene offerto un altro volo Volotea, ma può anche essere offerto un altro volo di un vettore partner della Volotea.

Se la Volotea non dovesse offrire un volo alternativo in modo gratuito e sei costretto ad acquistarlo a proprie spese, puoi chiedere il rimborso di quanto speso.

Tutti sanno che i voli acquistati in aeroporto sono molto più cari di quelli acquistati in anticipo su internet. Per il rimborso del volo sostitutivo non ci sono limiti di spesa.

Nel 2018, siamo riusciti a far ottenere a un passeggero di Bologna un rimborso di 2.784,00 euro per un volo che aveva acquistato dalla Air France. Mentre nel 2017, a una famiglia di Brindisi, abbiamo fatto ottenere un rimborso totale di 4.565,75 euro per spese di hotel, volo sostitutivo e taxi.

Oltre alle spese per un eventuale volo sostitutivo, il passeggero ha diritto al rimborso delle spese sostenute a causa del negato imbarco. Per esempio:

  • ristorante, se il tempo di attesa per il volo sostitutivo rende necessario pasti e bevande
  • hotel, se il volo sostitutivo parte il giorno successivo
  • taxi o noleggio, se bisogna raggiungere l’hotel

Tutte queste spese sono rimborsabili se documentate con scontrini, fatture o ricevute di acquisto, fino al limite di 6.000 euro previsto dalla Convenzione di Montreal.

4# Verificare il volo in overbooking on line

Richiesta rimborso Volotea per negato imbarco

Il passeggero che ha subito un overbooking Volotea deve formulare un reclamo al vettore per la richiesta di pagamento della compensazione e del rimborso delle spese.

Generalmente, il passeggero invia una prima raccomandata internazionale A/R (in inglese o spagnolo) alla sede legale della Volotea in Spagna a questo indirizzo:

Volotea

Travessera de Gracia 56, 4ª

08006 Barcellona (España)

Non è per niente consigliato, invece, fare richieste al numero di telefono +34 93 11 717 77, sia per i costi della telefonata sia perché il reclamo telefonico non produce effetti utili.

Dopodiché, la compagnia aerea richiede spesso al passeggero l’invio di una seconda lettera con i documenti originali: biglietto, attestazione overbooking, scontrini, fatture, ecc.

ATTENZIONE: L’invio dei documenti originali, però, è fortemente sconsigliato, perché:

  • possono smarrirsi
  • il passeggero ne perde il possesso e se la compagnia aerea dovesse non rispondere al reclamo, in futuro è impossibile presentare un reclamo con assistenza legale

Come evitare di spedire documenti originali per posta in Spagna?

Se ti lasci aiutare da noi di TuoRisarcimento, non servirà spedire documenti per posta, perché la pratica di overbooking Volotea verrà interamente gestita on line. Ci occuperemo noi di diffidare la Volotea a pagare e lo faremo mediante una mail con posta elettronica certificata (P.E.C.). Saremo noi a trasmettere così la scansione dei documenti richiesti, senza la spedizione di originali che resteranno sempre nelle tue mani.

Cosa ancora più importante, la nostra lettera conterrà una messa in mora a pagare entro 15 giorni formulata dallo Studio Legale Piemonte. Tutti sappiamo che una richiesta di risarcimento formulata da un avvocato sarà più incisiva e minacciosa per farsi pagare prima e senza contestazioni.

Riceverai assistenza gratuita dai nostri avvocati specializzati in diritto del trasporto aereo. Non avrai, dunque, nessun spesa amministrativa e di spedizione. Vincoliamo il tuo successo al nostro e tratterremo una percentuale del rimborso solo quando porteremo al termine il lavoro.

La nostra assistenza durerà per tutto l’iter burocratico e questo ti consentirà di passare subito allo step n. 5.

5# Incassare il rimborso per Overbooking Volotea

Incasso compensazione overbooking Volotea

Eccoci all’ultimo step, il più gradito per i passeggeri italiani che ci hanno già scelti e, lasciatelo dire, anche il più gradito per noi. Sì, perché abbiamo il privilegio di curare ogni pratica come se fosse la nostra personale. Per cui è una enorme soddisfazione vincere i reclami dei passeggeri.

Dal 2012 ci occupiamo di overbooking Volotea e siamo riusciti a ottenere il 100% delle compensazioni previste dal Regolamento CE 261/2004. Non abbiamo nessuna formula magica, ma sappiamo come fare. Abbiamo avuto risultati vincenti anche nei casi in cui Volotea ha voluto scaricare la colpa sul passeggero o sui servizi aeroportuali, per motivi in realtà non veritieri.

Al termine della procedura, riceverai il rimborso dell’overbooking direttamente sulla stessa carta di credito utilizzata per acquistare il biglietto del volo oppure, su tua scelta, su un IBAN differente che ci indicherai.

Cosa aspetti? Non incasinarti in montagne di fotocopie da spedire e, soprattutto, non rischiare che ti venga scaricata la colpa per aver rifiutato tu l’imbarco. La pratica gestita direttamente da un avvocato eviterà intoppi e contestazioni.

Ci occuperemo di tutto noi in modo assolutamente gratuito.

Vai alla nostra pagina di VERIFICA VOLO GRATIS e saremo felici di aiutarti.

Rimborso Hotel volo cancellato: Sempre possibile?

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È possibile avere un rimborso hotel per volo cancellato?

La risposta è: forse.

Pensa che nel dubbio, molte persone decidono di passare la notte all’interno dell’aeroporto, anche con tutta la famiglia, perché non hanno una risposta chiara a questa domanda. Le spese di albergo, infatti, possono essere molto alte se riguardano un’intera famiglia o se non si ha una prenotazione in anticipo. La fortuna è quindi riuscire a leggere questo articolo in tempo, ma in ogni caso ci sono dei rimedi azionabili anche se non sei andato in hotel e che ti possono far ottenere un risarcimento danni.

Puoi richiedere i rimborsi previsti in questo articolo entro 2 anni dall’accaduto. Basta aver conservato alcuni documenti utili da utilizzare come prove.

Sono un avvocato specializzato in diritto dei trasporti aerei e in questo articolo ti parlerò dei casi in cui puoi chiedere il rimborso. Se ne avrai bisogno, puoi scrivere a noi di TuoRisarcimento per chiedere la restituzione dei soldi spesi per il pernottamento.

Ma facciamo maggiore chiarezza sulle spese alberghiere.

Rimborso Hotel: quando è obbligatorio?

Il rimborso spese hotel è obbligatorio solo ed esclusivamente quando sussistono tutte queste circostanze (nessuna esclusa):

  • il volo acquistato è in ritardo, cancellato o in overbooking
  • il volo sostitutivo partirà il giorno successivo
  • la sistemazione in albergo è quindi necessaria e pertinente (in base agli orari dei voli aerei)
  • il vettore aereo non ha offerto gratuitamente la sistemazione in hotel
  • il passeggero ha dovuto pagare a proprie spese l’hotel
  • il passeggero può dimostrare documentalmente la spesa (ad esempio con fattura o ricevuta di pagamento dell’hotel)

La sistemazione in hotel deve essere offerta dal vettore in modo chiaro e accessibile, ad esempio con l’invio di mail, sms o annunci in aeroporto nella lingua parlata dal passeggero. Inoltre, deve essere il vettore a offrire l’assistenza in modo attivo. Ciò significa che non deve essere il passeggero a dover andare alla ricerca dell’hotel in modo autonomo.

Quando il vettore può rifiutare di offrire la sistemazione in Hotel?

Ecco un esempio in cui la sistemazione in albergo non è necessaria e pertinente:

  • volo acquistato con partenza prevista alle 23:30, volo sostitutivo con partenza prevista il giorno successivo alle ore 5:00. In questo caso, non ci sarebbe il tempo per accompagnare i passeggeri in hotel e poi riportarli in aeroporti in piena notte per l’imbarco.

In casi simili, il vettore non è obbligato a pagare l’hotel e se il passeggero avrà prenotato un albergo non può chiedere il rimborso.

I casi, però, possono essere tanti e particolari. Se hai dubbi, puoi scriverci nella nostra pagina CONTATTACI e saremo contenti di poterti aiutare.

L’importanza del luogo di residenza

Il luogo di residenza è fondamentale per distinguere i casi in cui si ha diritto alla sistemazione in albergo o meno. Si ha infatti diritto all’albergo se non si è residenti nella stessa città dell’aeroporto oppure se si è residente in una città distante dall’aeroporto.

Se la tua residenza è a Bologna ed è cancellato il volo di andata con partenza da Bologna a Palermo, non hai diritto all’albergo. Perché potresti ritornare a casa per il pernottamento. Ma hai diritto al rimborso delle spese di taxi per andare a casa e ritornare in aeroporto il giorno successivo.

Se, invece, è cancellato il volo di ritorno da Palermo, hai diritto alla sistemazione in albergo a Palermo. Perché la tua residenza è a Bologna. E anche in questo caso hai diritto al rimborso delle spese di trasporto dall’aeroporto di Palermo all’hotel.

Allo stesso modo, se la tua residenza è a Firenze e il volo per Parigi era in partenza da Bologna, hai ugualmente diritto all’albergo a Bologna.

Posso rifiutare l’Hotel offerto dal vettore e sceglierne un altro?

Puoi rifiutare, ma non potrai chiedere nessun rimborso per spese sostenute in altri hotel.

Diverso è invece il caso di alcuni passeggeri che nel 2019 sono stati sistemati in un albergo di Tenerife con pessime condizioni igieniche. In quel caso, abbiamo avviato un’azione giudiziaria contro un famoso vettore irlandese e abbiamo ottenuto un risarcimento del danno dimostrato con foto dell’hotel fatiscente.

Posso scegliere un hotel lussuoso?

Il diritto europeo prevede la sistemazione in albergo se questa è necessaria per il pernottamento, ma non garantisce una sistemazione in alberghi di lusso. Risulta chiaro che la spesa per la sistemazione dell’albergo deve essere congrua e pertinente. Per cui può variare in base agli hotel nei pressi dell’aeroporto che possono essere differenti. In India potrà essere pertinente un hotel a 4 stelle, mentre a Parigi potrà essere pertinente un hotel a 3 stelle.

Anche la spesa del pernottamento deve essere pertinente e congrua (ad es. tra i 50 e i 130 euro circa). Questo significa che, se il vettore non offre la sistemazione in albergo e tu prenoti una camera da 950 euro, non potrai chiedere il rimborso integrale. Al massimo potrai chiedere il rimborso di circa 120 euro, restando a tuo carico la restante somma.

Ancora diverso è il caso di chi è costretto a prenotare una camera di un albergo costoso (ad es. 280 euro), perché gli hotel più economici sono al completo. In questo caso, però, bisognerà poter dare la prova che gli altri hotel erano al completo (ad es. stampando la schermata del sito di prenotazione che mostra tutte le camere economiche già prenotate).

Chi paga il trasporto fino all’Hotel?

Anche il trasferimento verso l’hotel deve essere offerto gratuitamente dal vettore aereo, sia nel tragitto aeroporto/hotel sia il giorno successivo nel tragitto hotel/aeroporto.

In genere, il trasporto è offerto dal vettore con bus navetta. Ma se questo non avviene e vengono spesi dei soldi per il servizio taxi, è possibile chiedere il rimborso.

Cosa fare se il vettore non offre il trasporto?

Anche in questo caso, hai diritto al rimborso delle spese sostenute per raggiungere l’hotel (per esempio del taxi o di Huber). Ma devi essere in possesso della ricevuta di pagamento (anche con lo screenshot sul telefono).

Se il volo è stato cancellato per circostanza eccezionale, l’Hotel è sempre dovuto?

Ci sono diversi motivi di cancellazione o di ritardo di un volo.

Ma, in ogni caso, la sistemazione in hotel è sempre un diritto del passeggero. E le spese della sistemazione in hotel sono sempre a carico del vettore aereo.

Il Regolamento CE 261 prevede che una circostanza eccezionale può liberare il vettore dall’obbligo di pagare la compensazione pecuniaria. Ma, lo ribadiamo, l’assistenza in hotel è sempre dovuta se necessaria.

Ad esempio, se il volo è cancellato per maltempo grave si ha una circostanza eccezionale. Quindi il passeggero non ha diritto alla compensazione pecuniaria. Però, se il volo sostitutivo al termine del maltempo è previsto il giorno successivo, il passeggero deve essere sistemato gratuitamente in albergo.

Come chiedere rimborso hotel per volo cancellato?

Presupposti per rimborso spese albergo

Per chiedere il rimborso delle spese di hotel, è necessario poterle dimostrare documentalmente.

Ecco i documenti necessari:

  1. Biglietto del volo cancellato o in ritardo, per dimostrare il diritto al rimborso
  2. Fattura dell’albergo, per dimostrare il pernottamento nei pressi o nella stessa città in cui si trova l’aeroporto

Oltre a questi documenti, sono utili anche scontrini e fatture che possono dimostrare ulteriori spese per chiederne il rimborso (es. taxi, bus navetta, pasti e bevande, ecc.).

Conclusioni sul rimborso hotel per volo cancellato

Come avrai compreso dalla lettura di questo articolo, il vettore deve offrire la sistemazione in albergo gratuitamente, quando è necessario farlo.

Se il vettore non offre questa assistenza, il passeggero ha diritto al rimborso di tutte le spese sostenute, purché abbia i documenti per dimostrarle.

Per chiedere il rimborso spese hotel, inserisci i dati del tuo volo nella nostra pagina VERIFICA VOLO GRATIS.

Oltre a valutare se hai diritto al rimborso, in modo gratuito verificheremo anche se è possibile chiedere un risarcimento danni.

Abbiamo già assistito migliaia di passeggeri italiani e saremo felici di poter aiutare anche te.

Italiani bloccati all’estero per coronavirus. Risarcimento sì o no?

Italiani-bloccati-estero-coronavirus

I dati mostrano 37.000 italiani bloccati all’estero a causa del coronavirus e della cancellazioni di migliaia di voli aerei.

In un altro nostro articolo abbiamo già parlato del rimborso volo cancellato per coronavirus.

Ma in questa pagina parlerò di un altro aspetto, che riguarda anche la possibilità di chiedere un risarcimento danni alla compagnia aerea che non ti ha riportato a casa, in Italia.

Sappiamo benissimo che la pandemia del covid-19 ha messo in ginocchio il servizio dei trasporti, ma questo non significa che i passeggeri non debbano ricevere la tutela prevista dal Diritto dell’Unione europea. Anzi, la ragion d’essere dei diritti dei passeggeri dovrebbe trovare maggiore espressione proprio in questi casi di necessità.

Scoprirai che già esiste un precedente giurisprudenziale che ha previsto il diritto del passeggero a ricevere assistenza anche in casi particolarissimi. Questa assistenza consiste nel rimborso delle spese sostenute e necessarie, oltreché in un risarcimento danni se documentato.

Vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

Quando si applica il Diritto dell’Unione europea al passeggero aereo?

Tutto ciò che leggerai in questa pagina si applica quando hai acquistato un biglietto da una compagnia aerea europea (es. easyJet, Vueling, Air France, British Airways, Alitalia, ecc.).

Se invece il biglietto è stato acquistato da una compagnia aerea non europea (es. Air India, American Airlines, ecc.), è necessario che sussistano entrambe queste condizioni:

  • il volo di andata partiva dall’Europa
  • volo di andata e di ritorno erano previsti nella stessa prenotazione.

A trovare applicazione è dunque il Regolamento CE n. 261/2004.

Quando si applica il diritto internazionale?

In ogni caso, il passeggero aereo che aveva acquistato un volo in partenza da un paese fuori dall’Europa ha diritto a far applicare il risarcimento danni previsto dalla Convenzione di Montreal del 1999, purché riesca a documentare le spese effettuate.

Cosa prevede il diritto europeo?

Il Regolamento CE 261 prevede che il passeggero vittima di un volo cancellato abbia diritto ad assistenza (art. 8):

  • pasti e bevande in relazione al tempo di attesa
  • sistemazione in albergo fino al volo alternativo
  • trasporto tra aeroporto/albergo e viceversa per la ripartenza
  • telefonate e mail gratuite per contattare i propri familiari in Italia o le Autorità italiane per denunciare fatti rilevanti

Cosa possono fare gli italiani bloccati all’estero?

Gli italiani bloccati all’estero possono chiedere l’applicazione del Regolamento CE e della Convenzione di Montreal per chiedere:

  • volo alternativo il prima possibile verso la destinazione finale prevista nel biglietto acquistato
  • assistenza, con pasti, bevande, hotel, trasporti, ecc.
  • rimborso delle spese sostenute per omessa assistenza
  • risarcimento del danno ulteriore, quale conseguenza della omessa assistenza

Per maggiori chiarimenti, puoi scriverci a info@tuorisarcimento.it oppure compilare la nostra pagina di VERIFICA VOLO GRATIS e raccontarci la tua storia.

Perché le compagnie aeree non riportano gli italiani a casa?

La nostra esperienza, al fianco dei passeggeri italiani, ci chiarisce i motivi per cui non viene offerto un volo sostitutivo.

La quasi totalità dei voli è operata dalla compagnie aeree con rotazione programmata a pieno carico. Questo significa che, per massimizzare i profitti, ogni volta che un aeromobile si sposta, deve trasportare dei passeggeri. Ma se un volo è cancellato, questo si riflette anche sulle tratte successive. O, almeno, questo è quello che i vettori fanno per i loro interessi economici.

Ad esempio, se il volo Roma-New York è cancellato, perché gli USA hanno vietato i voli provenienti dall’Europa a causa del coronavirus, alla compagnia aerea non conviene trasferire un aeromobile vuoto dall’Italia a New York. Per cui, i passeggeri che da New York dovevano ritornare in Italia non potranno salire su nessun aeromobile disponibile.

Si tratta ovviamente di una scelta commerciale del vettore aereo, che però deve essere obbligato a risarcire il danno causato. Dai dati finora raccolti, ci risulta che il 94% dei vettori non sta assistendo i passeggeri.

Cosa hanno già deciso in giudici per casi simili?

Non tutti ricorderanno che dal 15 al 22 aprile 2010, vi fu l’eruzione del vulcano islandese dal nome impronunciabile, Eyjafjallajökull. Questa eruzione mandò in tilt migliaia di voli aerei in tutta Europa (circa un volo su quattro).

In quella circostanza, migliaia di passeggeri hanno citato in giudizio in tribunale i rispettivi vettori aerei, perché furono abbandonati negli aeroporti. Migliaia e migliaia di passeggeri furono costretti a passare più notti negli aeroporti, senza la minima forma di assistenza.

Il primo caso che arrivo alla Corte di Giustizia fu contro la Ryanair, che negava l’assistenza ai propri passeggeri a causa della circostanza eccezionale dell’eruzione vulcanica.

Ma la Corte di Giustizia europea condannò la Ryanair a rimborsare ai passeggeri le somme spese a causa della mancata assistenza per:

  • pasti e bevande durante tutto il tempo di attesa
  • sistemazione alberghiera fino al volo sostitutivo

Sto parlando della celebre sentenza nella causa C-12/11 Denise McDonagh / Ryanair Ltd.

Noi di TuoRisarcimento, abbiamo più volte fatto valere i diritti dei passeggeri che ci hanno contattato sulla base degli stessi principi di diritto già espressi dalla Corte di Giustizia nel 2011.

Pertanto, anche gli italiani bloccati all’estero a causa del coronavirus posso chiedere l’applicazione di questa sentenza della Corte di Giustizia. Per farlo, è necessario costituire in mora il vettore e diffidarlo al pagamento entro i termini di legge. A seguire, se il vettore non provvederà al pagamento, costringerlo con un provvedimento giudiziale. In tutto ciò, noi di TuoRisarcimento siamo specializzati a formulare le istanze necessarie, con la nostra conoscenza del diritto europeo e internazionale.

Cosa fare per chiedere un rimborso o un risarcimento?

La prima cosa da fare per gli italiani bloccati all’estero è quello di contattare la Farnesina se non si è ricevuta nessuna forma di assistenza dal vettore. Il Ministero italiano ha infatti già organizzato dei voli, o li sta organizzando, per riportare gli italiani a casa. Ovviamente, questo, doveva farlo il vettore aereo a proprio spese.

Se non è accaduto, c’è quindi un modo per “fargliela pagare”.

Rientrati in Italia, è necessario raccogliere tutta la documentazione in una cartella, tra cui:

  • biglietto aereo di andata e di ritorno
  • corrispondenza con il vettore (mail, sms), se vi è stata
  • documenti giustificativi delle spese sostenute (albergo, trasporti locali, pasti e bevande, assicurazioni, cure mediche, ecc.)

Inviare questa documentazione al nostro indirizzo mail info@tuorisarcimento.it con una descrizione del caso, affinché possiamo ricontattarti per maggiori dettagli e offriti assistenza gratuita.

Il termine per agire è di 2 anni dalla data del volo di ritorno previsto originariamente, ma il consiglio è di attivarsi il prima possibile. Perché la crisi dei voli aerei, nei prossimi mesi, potrebbe comportare il fallimento della compagnia aerea. Per cui è bene muoversi con celerità per recuperare il prima possibile il rimborso delle spese o l’eventuale risarcimento del danno.

In alternativa, puoi compilare il nostro modulo nella pagina di VERIFICA VOLO GRATIS.

Saremo felici di poterti aiutare, come già abbiamo fatto con migliaia di passeggeri italiani.

Atterraggio in aeroporto diverso? Ora il rimborso è possibile

Atterraggio in altro aeroporto

Cosa succede in caso di atterraggio in aeroporto diverso?

IL CASO: Il mio volo Volotea da Catania a Bari è atterrato a Crotone. Posso chiedere un risarcimento danni alla compagnia aerea?

Chiara

Questo è solo uno dei tanti messaggi che noi di TuoRisarcimento riceviamo.

Il disagio è enorme perché di sicuro arriveremo in ritardo e, nella peggiore delle ipotesi, è possibile che non si riceverà nessuna assistenza. In alcuni casi è anche possibile che perderemo la coincidenza con altro volo aereo.

Bisogna distinguere 2 ipotesi per cui si può verificare un atterraggio in altro aeroporto da quello previsto nel biglietto:

  • “motivi estranei” alla compagnia aerea
  • “motivi connessi” alla compagnia aerea

In questo articolo ti darò  maggiori dettagli e farò esempi pratici delle varie casistiche.

Iniziamo però da qualche premessa.

Perché si parla di dirottamento o deviazione del volo aereo?

In caso di atterraggio in aeroporto diverso si parla, in termini tecnici, di dirottamento. Ma non devi pensare al dirottamento terroristico, perché stiamo parlando di una deviazione della tratta aerea.

Si ha un cambiamento di rotta rispetto a quella prevista nel biglietto del volo aereo. La decisione ultima spetta al comandante, su indicazione delle autorità a terra o per circostanze particolari verificatesi in volo.

Un volo aereo dirottato ha delle conseguenze importanti:

  1. stravolgimento dei programmi di atterraggio dell’aeroporto
  2. problemi per il volo successivo che avrebbe dovuto operare lo stesso aeromobile
  3. ritardo per il passeggero.

Ovviamente noi analizzeremo in questo articolo il problema n. 3, che riguarda il passeggero.

Atterraggio in aeroporto diverso per motivi estranei al vettore

Immagina di trovarti in volo da Palermo a Milano con Volotea. Ma nell’aeroporto di Milano è lanciato un allarme per rischio attentato, con immediata chiusura dello scalo. Al comandante del volo Volotea è ordinato di atterrare a Fiumicino. Cessato l’allarme, il volo riparte e arriverai a Milano con 7 ore di ritardo.

La domanda è: posso chiedere il risarcimento per volo in ritardo?

No, non è possibile.

Ma ricostruiamo il racconto del viaggio con delle varianti.

A Fiumicino, la Volotea ti fa scendere dall’aereo e non ti offre un volo sostitutivo per raggiungere Milano. Non ti resta che acquistare dalla Blue Panorama un volo al costo di 256 euro.

Come nel caso precedente, non hai diritto al risarcimento, perché a Milano vi era un rischio per la sicurezza. Ma hai diritto al rimborso del costo del volo Blue Panorama di 256 euro.

Come hai visto, nel primo caso la Volotea ha fatto il possibile per riproteggerti appena possibile. Mentre nel secondo caso non ha adottato le misure necessarie per evitare di danneggiarti.

Ecco altri motivi estranei al vettore:

  • maltempo grave nell’aeroporto di arrivo
  • chiusura dello spazio aereo nell’aeroporto di arrivo o lungo la tratta
  • pericolo di incendio nell’aeroporto di arrivo
  • malore del comandante, di altro membro dell’equipaggio o di un passeggero
  • ragioni di sicurezza a bordo imputabili a un passeggero violento

Atterraggio in aeroporto diverso per colpa del vettore

Analizziamo adesso le ipotesi in cui è invece previsto il risarcimento della compagni aerea, che ha colpa nel dirottamento.

Ecco i casi risarcibili:

Per queste ipotesi, la compagnia aerea ha l’obbligo previsto dal Regolamento CE 261/2004 di garantire al passeggero questi diritti:

  • pagamento della compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro per volo in ritardo
  • offerta gratuita di un volo sostitutivo per raggiungere la destinazione finale
  • se non è possibile offrire un volo sostitutivo il prima possibile, offerta di un trasporto gratuito con bus verso la destinazione finale
  • pasti e bevande gratuite se il disservizio è prolungato nel tempo

CONCLUSIONI: Quando si ha diritto al rimborso per dirottamento del volo?

In sostanza, se la compagnia aerea non ha colpa nel dirottamento, hai diritto a:

  • assistenza
  • rimborso delle spese

se la compagnia aerea ha colpa, hai diritto a:

  • compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro
  • assistenza
  • rimborso delle spese

Il rimborso però deve riguardare spese necessarie, che si è stati costretti a sostenere perché non hai ricevuto assistenza dalla compagnia aerea. Ecco un esempio pratico:

  • pasti e bevande se il disservizio è prolungato
  • mezzo di trasporto per raggiungere la destinazione finale (altro volo aereo, bus, treno o taxi)
  • albergo per il pernottamento se il mezzo di trasporto parte il giorno successivo

Se hai diritto al risarcimento per atterraggio in aeroporto diverso o al rimborso delle spese sostenute, possiamo aiutarti a ottenere il pagamento in modo gratuito.

Non perdere tempo, raccontaci il tuo viaggio. Dal 2012, noi di TuoRisarcimento, aiutiamo i passeggeri italiani a far valere i propri diritti contro le grandi compagnie aeree. Sappiamo come fare e conosciamo il diritto dell’Unione europea in difesa dei passeggeri.

Vai nella nostra pagina CONTATTACI e saremo contenti di poterti aiutare.